Chouinard reinterpreta il Fauno Walbaum incanta e regala estasi
Secondo appuntamento con Focus Quebec l’altra sera al Teatro Comunale Abbado per la stagione di danza. Era in scena la compagnia di Marie Chouinard con due coreografie che si richiamano ad...
Secondo appuntamento con Focus Quebec l’altra sera al Teatro Comunale Abbado per la stagione di danza. Era in scena la compagnia di Marie Chouinard con due coreografie che si richiamano ad altrettante musiche scritte per i Ballett Russes di Diaghilev e Nijisinskij d'inizio Novecento, il Prélude à l'après-midi d'un Faune di Claude Debussy e Le sacre du Primtemps di Igor Stravinskij.
Certo, la Chouinard non riprende le coreografie di Nijisinskij se non per richiami a gesti e posture originali nel corso dell’azione danzata, accennati poi subito variate nel magma della sua personale poetica, sia nel "solo" di Megan Walbaum per il Faune, sia negli assiemi del Sacre.
Oggi nulla s'inventa che non sia già stato inventato, casomai si completa, si integra, si va oltre, spingendo parossisticamente un particolare, una situazione, una scabrosità. Così è stato nel Faune dove alla provocatoria masturbazione (accennata con gesti morigerati, dati tempi e moralismi d'allora) di Nijisinskij, la Chouinard sostituisce una simulazione del coito fra il Fauno e le Ninfe rappresentate non da ballerine ma da fasci di luce. E poi nel Sacre - che dovrebbe evocare un sacrificio umano per grazia degli Dei pagani - la provocazione erotica, già manifesta ed esplicita prima, ritorna amplificata dal fatto che a danzare col fallo ritto non è una ballerina en-travesti da caprone maschio, come nel Faune, ma tutti e dieci i ballerini e le ballerine. Le suggestioni che offre la Chouinard passano - almeno in ciò che si è visto a Ferrara - attraverso questa ossessiva fallocrazia e non importa che le ballerine della compagnia danzino a seno nudo, tanto lo specifico femminino si annulla in quel simbolico ricorso alla preponderanza del membro maschile.
I ballerini della compagnia sono molto bravi; il plauso maggiore va comunque alla Walbaum che ha danzato il Faune con estasi e rapimento, trasferendo nel gesto scenico respiri, emozioni, prepotenze ed eccitazione. Del resto un Fauno è l'aspetto selvaggio della natura umana, ingentilita dall'amore per la musica ma resa vigorosa dall'ipermascolinità.
Per dovere di cronaca si segnala che anche in questa serata, come nelle due precedenti, il Teatro Abbado era più vuoto che pieno; la cosa è strana, perché le passate stagioni di danza vedevano accorrere invece molti spettatori, soprattutto giovani. In questa stagione sembra che il pubblico della danza non risieda proprio più a Ferrara.
Athos Tromboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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