I problemi dell’adolescenza cruccio dell’intera comunità
A Copparo primo incontro del progetto “Mondo Piccolo” con diversi relatori Tante domande da parte dei genitori: le troppe aspettative diventano un peso
Scalare una montagna. Arrivare in vetta. E farlo non perché siamo più belli, più bravi, più preparati degli altri, né perché siamo vincenti ma perché prima o poi, con impegno, ci possiamo arrivare tutti. Questo forse vorrebbero sentirsi dire gli adolescenti del giorno d’oggi al posto delle solite pressioni genitoriali (e non solo, pensiamo agli allenatori nel mondo dello sport) generalmente introdotte dal “devi...”.
Ecco uno dei tanto argomenti dell’incontro dell’altra sera al Teatro De Micheli di Copparo, il primo organizzato da “Mondo Piccolo”, un progetto nato dalla mente del produttore televisivo Mauro Simeon e del presidente dell’Associazione Pro Art di Ferrara, Paolo Orsatti. “Bambini, diteci se siete felici”: questo era il titolo dell’evento e si è trattato di un vero e proprio botta e risposta fra professionisti del settore educativo, esponenti di associazioni ed istituzioni, amministratori, genitori, docenti ed educatori per interpretare e ‘sviscerare’ il mondo dei bambini e degli adolescenti. Niente di più difficile, in poche parole...
Accanto ai grande partner dell’iniziativa, come il Lions Club Copparo (rappresentato dal presidente Giampaolo Pazzi), La Nuova Ferrara e Telestense (rappresentata all’incontro da Andrea Musi), un ruolo di rilievo durante l’incontro è stato ricoperto dal Liceo scientifico Roiti di Ferrara, presente alla serata con alcuni alunni ‘addetti’ alle riprese ed alla logistica e con il preside Donato Selleri.
Ad introdurre l’incontro, - moderato dal giornalista Davide Bonesi della Nuova Ferrara -, le parole del sindaco di Copparo, Nicola Rossi: «Ogni euro investito in questi eventi è un euro investito nella crescita di una comunità». Le domande e le curiosità dal pubblico non si sono fatte attendere dopo le proiezioni dei video provocatori di Umberto Guerra su tematiche giovanili. Così una maestra del nido dal pubblico: «Penso che i bambini fino ai 5 anni siano felici, poi succede qualcosa che non mi so spiegare…». «Quando sono piccoli facciamo di tutto per renderli felici - spiega il medico psichiatra Marina Zaoli -, poi questa cosa non avviene più. Nell’800 volevamo che i nostri figli fossero onesti, seri, che si facessero una famiglia e sbarcassero il lunario. Ora vogliamo che i nostri figli siano belli, vincenti, perfetti, non riconoscendo così la loro identità». Poi è il turno di una mamma: «Come nasce un bullo e come possiamo accorgercene in famiglia?». Risponde Alberto Urro di Promeco: «Quando nella coppia genitoriale ci sono incoerenze e diverse versioni dei fatti, l’adolescente spesso cerca di inserirsi proprio in queste falle». Gabriele Castaldi (presidente Associazione contro la droga), altro ospite professionista, pone l’accento sul tema della prevenzione, citando uno slogan della sua associazione: “Occupati tu di droghe, prima che se ne occupi tuo figlio”. Fra i tanti ‘attori’ della comunità che hanno preso la parola forse è mancato proprio il protagonista principale: l’adolescente. Ma due studenti del Roiti, Gregorio e Samuele, dietro le quinte ci lanciano una provocazione: “…e se fossimo noi a chiedere agli adulti se si sentono felici dei loro ragazzi…”.
Eleonora Poltronieri
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