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«Ferrara? Bellissima. Per me è un onore tornare a suonare lì»

Davide Bonesi
«Ferrara? Bellissima. Per me è un onore tornare a suonare lì»

Il popolare cantautore Alberto Fortis è alla sala Estense. Propone l’ultimo disco e i suoi successi: la musica è una sfida

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Se negli anni ’80 il genere cantautoriale era ancora in voga grande merito fu di Alberto Fortis, autore di brani come Milano e Vincenzo, Settembre, La sedia di Lillà, capace di vincere tre dischi d’oro, prima di un periodo di oblio. A rispolverarlo Simona Ventura con “Music farm” ma Fortis è sempre stato attivo, come dimostra l’ultimo disco Do l’anima, che presenta stasera alla sala Estense nella “4ª rassegna storica e nuova canzone d’autore”. Prima di lui sul palco c’è il gradito ritorno di Giorgio Laneve.

Ma la star sarà Fortis, con i nuovi brani e, ovviamente i grandi successi...

«Sono sempre al lavoro - racconta il cantautore di Domodossola -, per l’ultimo album si è deciso di presentarlo nella formula pianoforte e voce, molto intensa ed energica, con in sottofondo video realizzati ad hoc, fra momenti della mia carriera e momenti sociali, perché sono testimonial di diverse associazioni Onlus. Sia chiaro, adoro lavorare con le band, ma a Ferrara saremo proprio nudi e crudi».

A proposito di Ferrara, un live vero e proprio mancava...

«In effetti sono passati anni, ma sono venuto spesso da semplice turista. Non lo scopro io, è una città bellissima ed è un onore tornare ad esibirmi lì».

Ma vale la pena credere ancora nel genere autoriale?

«Sinceramente vedo un momento in cui i cantautori riescono ancora a realizzarsi e a raccontare in modo onesto con le sonorità di oggi, che sono fondamentali. È una scommessa ancor più solleticante, visto che il mercato è preso da altre cose, ma nelle classifiche cantautori che hanno una storia ce ne sono ed è un segnale confortante. Oggi non ci si può più fermare sulla bellezza di un testo, bisogna anche saper cantare e proporre musiche che riescano ad inserirsi nei canoni sonori attuali. È una scommessa veramente molto bella: se la musica d’autore italiana riuscisse ad inserirsi in questi codici la nostra musica potrebbe avere ancora più risonanza, anche all’estero. La musica è in continua evoluzione ed è la cosa più affascinante. Vero, i testi attuali sono un po’ scarni, ma la colpa non è né degli artisti né del pubblico: è un meccanismo che decreta certi codici che vanno per la maggiore. Ma c’è ancora un grande pubblico che vorrebbe tante altre cose, chiaro che bisogna proporle con forza. Oggi si chiedono comodità e velocità, si trascura il voler costruire carriere. Una volta i contratti erano per tre album, ora basta una canzone a decidere il futuro di un artista».

Insomma, Milano e Vincenzo non si potrebbe scrivere...

«Ci vuole coraggio, sempre. È tutto strutturato in modo diverso, più scientifico ma fortunatamente un po’ di meritocrazia c’è sempre. L’unica che ancora cura l’artista nel tempo è Caterina Caselli, ma dobbiamo avere coraggio anche noi».

Ha partecipato a “Music farm”, ma segue gli attuali programmi di musica?

«Anche per dovere di informazione guardo qualcosa. Indipendentemente dai talenti che possono o no esserci - conclude Fortis -, credo che “X Factor” sia il migliore, è di forte attualità e dal punto di vista della produzione è uno spettacolo degno dei Paesi anglosassoni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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