“Contro”, il coraggio applicato ai libri
Nuova linea per giovani firme di Matteo Pazzi: sistema da cambiare
Contro… tutti coloro che per decenni hanno sostenuto che gli appartenenti alla generazione nata negli ’70, o dopo, fossero inetti e privi di talento, che tutto fosse già stato scritto e stampato, che non potesse esserci più alcunché di nuovo, che i grandi della letteratura si fossero già manifestati. “Contro” è il motto di Matteo Pazzi e della sua linea coraggiosa di ideali applicati ai libri, la collana John Doe, che può già contare cinque titoli in vendita e altrettanti in uscita entro marzo 2016, a firma sua e di suoi amici di penna.
Perché “contro” il sistema editoriale?
«In realtà non è contro il sistema editoriale, bensì contro una certa mentalità. Si sta cercando un’altra via rispetto a una grande editoria che si è dimostrata impermeabile. Dopo l’acquisizione da parte di Berlusconi del Gruppo Rcs, si è passati a una situazione di probabile monopolio, mettendo a rischio l’auspicato rinnovamento delle tendenze culturali».
Paradossalmente, però, i piccoli editori indipendenti potrebbero giovarne.
«Sì, potrebbero, ma lo stato attuale è che molti di loro chiedono quote di contribuzione all’autore, mascherate da obbligo di acquisto copie, scaricando il quasi totale rischio d’impresa sull’esordiente. La terza via potrebbe diventare un sistema di self-publishing distribuito universalmente da un colosso come Amazon».
Ma l’editoria, per quanto trasandata, si fa garante di una scelta di testi da proporre ai lettori. Il self-publishing non sarà solo l’illusione semplificata di credersi scrittori?
«Sicuramente, tuttavia l’editoria fallisce la sua funzione di filtro nel momento in cui il potenziale scrittore è disposto a sborsare 1.500 euro per vedere il suo nome in copertina. Nella peggiore delle ipotesi, il self-publishing sarebbe un modo di ottenere lo stesso risultato al costo di 20 euro. Senza contare i canali distributivi che i piccoli editori non hanno, Amazon sì».
Obiezione: è arcinota la spietatezza di Amazon nei confronti delle sue risorse umane. Non sarebbe così una contraddizione affidarsi ad uno squalo globale per evitare le sanguisughe dietro casa?
«Non ho la certezza che lo spin-off di Amazon, alias CreateSpace, applichi la medesima ‘filosofia’. Inoltre, non sappiamo cosa ci sia dietro la piccola editoria, chi stampi cosa. Oggettivamente gli articoli di Internazionale su Amazon hanno raccontato un’organizzazione spietata quanto quella di altre multinazionali osannate. In un mondo in bàlia del capitalismo spinto non si tratta di buoni o cattivi, ma di più o meno cattivi».
Tale approccio a questa via trasmette un senso di libertà: quali sono i benefici che l’hanno convinta a percorrerla?
«Di sicuro la possibilità di stabilire il prezzo e la scelta ‘politica’ personale di un prezzo bassissimo. Poi - conclude l’autore ferrarese - la volontà di recuperare l’oggetto libro come prodotto artigianale, potendo l’autore curarsi ogni singolo dettaglio della pubblicazione».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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