Grande impegno sociale dietro leggerezza e allegria
“Calendar Girls” ha inaugurato la stagione di prosa al teatro Abbado Una splendida Finocchiaro guida le “sue” donne con coraggio e ironia
di FABIO ZIOSI
La stagione di prosa del Teatro Comunale Claudio Abbado è cominciata in leggerezza e allegria. In scena in anteprima nazionale “Calendar Girls” (si replica sino a domani) di Tim Firth basato sul famoso film Miramax, a sua volta ispirato ad una vicenda vera avvenuta in un piccolo centro della Gran Bretagna alla fine degli anni ’90: un gruppo di donne di mezza età decide di realizzare un calendario sexy, posando nude, a scopo benefico. Dicevamo leggerezza e allegria, nel senso di “teatro leggero”, non che con questo si voglia indicare un teatro minore. Una sorta di “Full Monthy” al femminile, anche se il film degli operai inglesi è più graffiante e spiazzante e mette a nudo una particolare situazione sociale nell’Inghilterra della Lady di ferro.
Anche la vicenda del calendario è molto british, ma calca di più sulle vicende personali e sui rapporti interpersonali tra le protagoniste; più che ridere della società e delle sue storture ridono di se stesse. Pur partendo da un fatto drammatico (la morte per leucemia di John, il bravo Titino Carrara, marito di una delle donne) è nelle “corde” leggere che il cast dà il meglio. Queste sei donne sono capitanate e condotte alla realizzazione del sensazionale calendario che avrà un grande successo, da una brava Angela Finocchiaro, vero capocomico che infonde una discreta dose di spirito esaltata dalle altre protagoniste. La piece - con la regia di Cristina Pezzoli - ha il suo culmine nella fase centrale quando le sei donne passano alla realizzazione concreta del calendario. Sia prima che dopo (in particolare nel secondo atto) c’è un certo calo e nella mezz’ora iniziale si soffre un po’ prima di ingranare ed arrivare al cuore dello spettacolo. Il tempo potrebbe essere limato. All’inizio del secondo atto, ad esempio, a sipario chiuso e luci accese in sala, si sente una voce fuori campo che annuncia la VI sessione del Women’s Institute. Escono a turno un paio di attrici per spiegare i motivi per cui hanno fatto il calendario con una sorta di recita-appello contro la leucemia (difatti Calendar Girls sostiene l’Ail), sembrano voler far comprendere al pubblico che loro sono veramente impegnate, al di là della commedia che stanno recitando. La verità e la rappresentazione si uniscono, ma forse questo il pubblico lo aveva già capito. Una menzione particolare - oltre alla già citata Angela Finocchiaro - va ad Ariella Reggio nel ruolo dell'anziana maestra che senza alcun tentennamento accetta di diventare la “ragazza del mese”, la sua ironia, la sua allegria e la sua bravura hanno conquistato il pubblico.
Molte risate ed applausi degli spettatori che hanno capito che «con coraggio e ironia le Girls - scrive la regista - si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere».
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