La Nuova Ferrara

A Ferrara si “paperizzano” i grandi della musica jazz

di SAMUELE GOVONI
A Ferrara si “paperizzano” i grandi della musica jazz

Donald Soffritti, illustratore della Disney, terrà una singolare mostra al Torrione «Un mio sogno: amo fumetti e musica, unire le due cose mi è sembrato naturale»

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SAMUELE GOVONI. Oggi vive a Molinella, a cavallo tra quella sottilissima linea di confine che divide la provincia di Ferrara da quella di Bologna, ma le sue radici affondano nel Basso Ferrarese. Donald Soffritti, da 18 anni illustratore per Disney Italia, attraverso il suo mestiere dà corpo e forma alla fantasia. In attesa di vedere “Birds in Jazz”, la sua personale allestita al Jazz Club, lo abbiamo intervistato per scoprire un po’ più da vicino il suo “Papermondo”.

Quando nasce la sua passione per i fumetti?

«Sono nato nel ’67 e negli anni ’70 i fumetti erano in tutte le case. Li leggevo di continuo. A scuola portavamo quelli, non i videogiochi e ricordo che, alle elementari, non vedevo l’ora di finire i temi che ci dava la maestra per poter disegnare».

Cosa significa essere un illustratore?

«Significa esprimere qualcosa. Ad esempio, ho deciso di “paperizzare” grandi personaggi del jazz per unire due mie grandi passioni: quelle per i fumetti e per la musica. Attraverso il disegno ho voluto rendere omaggio a figure storiche del mondo jazzistico. Ce l0avevo dentro da tanto tempo e sono felice di essere riuscito a realizzare questo progetto».

In che cosa consiste il suo lavoro?

«Sostanzialmente nel trasformare parole scritte in immagini. Alla Disney, per esempio, ricevo una sceneggiatura e da quella devo creare la storia trasformandola in disegno. È un lavoro immane di documentazione - continua Soffritti -, i dettagli vanno curati minuziosamente; la qualità serve a non perdere credibilità. Quando si raggiunge la padronanza di tutte le componenti necessarie alla creazione, si comincia con l’illustrazione».

Quali sono le parti più divertenti e le più difficili?

«Il momento più divertente, indubbiamente, è fare recitare i personaggi. Mi piace renderli credibili, la grande sfida è accostarli alla realtà. Mi piace moltissimo stupire il lettore. La parte più difficile spesso è quella creativa, trasformare le parole in disegno».

Ci parli di “Decadence”, le caricature dei super eroi?

«L’idea nacque quasi dieci anni fa, quando ci fu il boom dei blog. Caricavo sul web tantissimi miei lavori ma, a un certo punto, mi sono accorto di non aver più materiale da caricare. Mi sono trovato a dover realizzare qualcosa di nuovo in pochi minuti e ho pensato ai supereroi... invecchiati! Ci fu un passaparola incredibile, tutti aspettavano la caricatura del prossimo supereroe!!!».

Come nasce “Birds in Jazz”, la mostra che inaugurerà al Torrione il 30 novembre?

«Come dicevo prima, ho voluto rendere omaggio ai grandi personaggi del jazz. Lavorando in Disney l’idea delle “paperizzazioni” è stata quasi naturale. Era una cosa che mi stuzzicava da tempo, un giorno ho visto una foto, ci ho lavorato e non mi sono più fermato. La cosa difficile è azzeccare le somiglianze, raggruppare naso e bocca in un becco! Gli occhi, la loro espressività, sono fondamentali nella riuscita di un disegno».

I suoi lettori sono giovanissimi ed in continua evoluzione: come li coinvolge?

«La sfida maggiore è dare vita ad un fumetto attuale, nel quale il bambino possa riconoscersi. Purtroppo le nuove generazioni non leggono più ma non è solo colpa dei bambini, anche i genitori non li spingono più di tanto. Da quattro anni tengo alcune lezioni, in cui parlo di disegni e fumetti, alle elementari ed alle medie di Crevalcore (Bo). All’inizio solo una piccolissima parte dei bambini leggeva fumetti, adesso il numero è decisamente cresciuto e per me è una grande soddisfazione».

Sogni nel cassetto?

«Ne ho più di uno, ho tante idee e storie in mente. Voglio riuscire a realizzare qualcosa di grande e mio a tutti gli effetti. Questa piccola parentesi della mostra al Jazz Club per me è già molto importante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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