La bellezza del Delta del Po immortalata dai grandi
Bassani, Flaiano, Pasolini, Soldati e Vancini lavorarono a “La donna del fiume” Viaggio nella storia del film e della mostra allestita a Comacchio che chiude il 31
La mostra “La stella di Comacchio” allestita in laguna nel 60º della realizzazione della pellicola di Mario Soldati La donna del fiume, con protagonista una giovane e bellissima Sofia Loren, ribadisce l’unicità del Delta del Po, che diventa co-protagonista della vicenda di una donna alle prese con tragiche, e comunque redentive, vicende della vita. La storia si incardina espressamente nella realtà territoriale di cui tratta: Nives (la Loren) inizialmente lavora nella sala dei fuochi (attuale Manifattura dei marinati a Comacchio), provvede alla cottura delle anguille con le donne; vive in un casa a due passi dall’acqua (Taglio della falce), che ovviamente raggiunge prima in bicicletta e poi in barca; si innamora di un fascinoso contrabbandiere (Rick Battaglia). Quando scopre di essere incinta e si ritrova sola, denuncia il bullo e parte per le rive del Po (Taglio della Falce e Porto Tolle) a raccogliere canne. Nel limite più estremo, dove la terra muore nel fiume, Nives cresce il figlio Tunìn. La tragica morte del piccolo riporta la storia al punto 0: nel bianco cimitero sul Po muore la vita ma rinasce la speranza per il futuro dei due giovani.
La storia del film nasce da un’idea di Ennio Flaiano e Alberto Moravia. Alla sceneggiatura lavorano i nomi più blasonati della cultura italiana: Giorgio Bassani, Florestano Vancini (che sarà anche aiuto regista e anche attore), Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Antonio Altoviti, Basilio Franchina. I dialoghi sono di Bassani e Pasolini: li lega una sincera e fattiva amicizia nata nel ’47, come annota Federica Villa nel suo libro (Esibire le parole. Con Pier Paolo Pasolini, in Il cinema che serve: Giorgio Bassani cinematografico, Torino, Edizioni Kaplan, 2010) gli autori saranno a Comacchio per un sopralluogo: “Per la stesura delle sceneggiature cinematografiche i due scrittori impegnano buona parte delle loro vacanze estive. Si dirà poi del giro in auto attraverso l’Italia centrale per la preparazione dei dialoghi de La donna del fiume, ricordato da Pasolini poi nell’incipit di una lettera del 12 marzo del ’54 a Leonardo Sciascia: “Trascinato dagli eventi cinematografici a Comacchio ”.
Per Pasolini è il primo lavoro cinematografico che porta un sicuro guadagno (Pier Paolo Pasolini per il cinema, edizione diretta da W. Siti, Milano, Mondadori, i Meridiani, 2001). Nella citata raccolta la sceneggiatura de La scomparsa di Tunìn, riporta i dialoghi dell’episodio più bello e toccante della pellicola, suggerisce i piani sequenza e dettaglia l’evolversi della storia. Fra questi riportiamo la parte relativa alla ricerca del bambino, poi ritrovato annegato nel fiume: “Interno capanna Nives - Ivana entra e cerca febbrilmente se per caso Tunìn sia rincantucciato lì dentro. Ivana (con voce tremante) - Tunìn, situ qua? Guarda dietro il giaciglio, sotto il tavolo, in un angolo ingombro di masserizie. Ma Tunìn non c’è. Si guarda intorno dirigendosi nuovamente verso l’esterno. Si affaccia sulla soglia, guarda fuori al piazzale ora completamente deserto. Voce lontane dei bambini - Tunìn!...Tunìn!.... Ivana si lascia scivolare lungo lo stipite della porta e vi si accuccia, cominciando, i pugni contro la bocca, un pianto sommesso, un lagno infantile e impaurito. Dissolvenza”. I dialoghi fra i personaggi sono in dialetto veneto. Questa particolarità rimanda ai coevi scritti dello stesso Pasolini e al suo Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare, che pubblicherà l’anno dopo, nel ’55.
La mostra di Comacchio, curata da Andrea Samaritani e Stefania Marconi e organizzata da Open Group e Articolture, con le collezioni del critico cinematografico Paolo Micalizzi e Giampaolo Guidi, sarà visitabile a Palazzo Bellini fino a sabato 31. Le suggestioni che regala il Delta si ritrovano in diversi scritti, film, opere d’arte. La visita a questi luoghi di molti intellettuali si rileva nelle loro opere. Torna alla mente una bella e ironica immagine del ’52 del libro ...ieri il Delta visto da Walter Breveglieri (Bologna, Minerva Edizioni, 2005) in cui Cesare Zavattini e Roberto Rossellini in abiti inadeguati per il luogo sono immortalati curiosamente nell’ambiente deltizio fra barche e canneti. Ma questa è un’altra storia, un altro film.
Lucia Felletti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google