La Dave Matthews band ha regalato oltre tre ore di magia irripetibile
Il concerto allla Kioene Arena di Padova
La mia non modesta esperienza in fatto di concerti mi ha insegnato che molto del sentiment su come sia andato un set la si ha all’uscita, sbirciando le espressioni delle persone. Per descrivere gli occhi della gente che mercoledì sera defluiva malvolentieri da una Kioene Arena (ex Palafabris) di Padova gremita, dopo aver ascoltato musica di un’imbarazzante bellezza per tre ore e un quarto, mi viene in mente soltanto un aggettivo: trasfigurati. Poi non so che latenza abbia questo effetto, non so se migliorerà effettivamente le loro vite, se dal miscuglio di tecnica, competenza, trasporto e sudore appena esploso sul palcoscenico troveranno forza per dare una svolta significativa alla loro vita, o se rimarranno gli stessi, quello che so è che la musica, al suo apice, può fare anche questo.
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E di musica al suo apice parlo, senza paura di enfatizzare, per descrivere la serata, un tripudio orgiastico e un intreccio poetico: sei predestinati con la precisa volontà di condividere il proprio dono generosamente, graziando il pubblico di, come diceva lo stesso Dave Matthews al microfono, “un Paese che non avrei potuto immaginare così bello”. Ad un amico che non è riuscito a venire sono solito ripetere che ognuno ha i suoi live preferiti, che volendo si potrebbe creare anche una classifica sul più bello, il secondo, il terzo…poi, in una categoria a parte, c’è la Dave Matthews Band, per la cui presenza in Italia dovremo ancora una volta essere grati alla Zed Entertainment, la quale ormai da anni ci delizia con nomi di strepitoso richiamo, in una congiuntura musicale che tutti sappiamo critica.
Quanto a Dave e ai suoi scudieri, limitiamoci a dire che rispetto ai tour 2009 e 2010, e ai tragici eventi che li precedettero, nonostante le memorabili tappe italiane (fra cui il live di Lucca 2009, entrato poi nella storia), la band ha raggiunto una compattezza e una consistenza impensabili, dove si fonde improvvisazione, minstrel show, ritmi caraibici, bossa nova, reggae, il rock più polveroso, assoli, centrifuga di ritmi e volute sonore da fare impallidire qualsiasi virtuoso. Sopra tutti c’è lui, Dave, direttore d’orchestra, entertainer, imbonitore, incantatore di serpenti sonori. In una parola, il numero uno.
Ludovico Arcangeli
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