Caposaldo della musica colta. Il Messiah arriva a Ferrara
Appuntamento con la grande musica sacra, protagonista il Coro di Santo Spirito.Si tratta dell’unico oratorio il cui testo è composto esclusivamente di versi biblici
FERRARA. Appuntamento di spicco con la grande musica sacra a Ferrara: domani alle ore 20.30 la Basilica di San Giorgio ospiterà The Messiah, il più celebre ed eseguito degli oratori di Georg Friedrich Haendel, protagonista della serata il Coro Polifonico di Santo Spirito di Francesco Pinamonti con l'apporto delle apprezzatissime e titolate voci soliste del soprano Patrizia Cigna, di Anna Bessi (contralto), e di Gernot Heinrich e Gerd Kenda, rispettivamente tenore e basso.
Unico oratorio il cui testo consista esclusivamente in versi biblici, The Messiah fu composto in sole tre settimane dal 22 agosto al 14 settembre 1741; con raro prodigio di ispirazione, Haendel rielabora molte composizioni vocali e strumentali precedentemente scritte e le congiunge a pagine scritte ex novo ottenendo un insieme sorprendente per coerenza e sistematicità.
Questo oratorio riflette lo stile degli anthems, i grandi inni corali della tradizione polifonica inglese, mentre si allontana notevolmente da quello dell’Opera lirica, soprattutto nelle arie soliste. La funzione narrante è affidata al coro, che assurge a ruolo di vero protagonista, con brani particolarmente impegnativi per tessitura vocale e scrittura contrappuntistica. Dall’ouverture è un crescendo di quasi due ore che raggiunge l’apice nel grande Coro dell’Alleluia, un vero e proprio “Coronation Anthem”.
Ma Händel sa raffigurare l’intera gamma dei sentimenti e degli affetti, facendo leva sulle anche corde dell’intimità: se squilli di tromba rammentano il destino dei mortali sottoposti al terribile giudizio divino, la dolce malinconia delle linee melodiche sottolinea l’intima certezza del credente nella misericordia divina annunciata dal Messia. Ne scaturì un successo eccezionale e immediato con quasi settanta esecuzioni in meno di due anni.
Fu la Germania la prima ad accogliere il Messiah sul continente nel 1772, ed anche lì fece registrare un vero trionfo, più graduale ma duraturo, grazie soprattutto alla rielaborazione di Mozart. Nella prima londinese del 1743 re Giorgio II fu talmente commosso, che per tutta la durata dell’Alleluia si alzò in piedi, ovviamente imitato da tutto il pubblico; questa divenne così una consuetudine tramandata fino ai giorni nostri in molti paesi anglosassoni.
Il Messiah è diventato così un vero e proprio caposaldo della musica colta di tutte le epoche, con pagine come l'Allelujah che si sono imposte nei secoli, diventando patrimonio di ascolto davvero universale. Ricorre con regolarità nel repertorio del Coro Polifonico Santo Spirito diretto da Francesco Pinamonti e presieduto da Mauro Vignolo, che lo presenteranno quest'anno a San Giorgio con l'apporto dell'Orchestra da Camera di Ravenna su strumenti antichi diretta da Paolo Manetti.
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