Per Trombini quadri e fumetti hanno lo stesso valore
Il pittore tresigallese si divide equamente senza dimenticare l’amata musica. Aperta una sua mostra a Portomaggiore
Busso alla porta perché non c’è il campanello. La porta si apre e prima ancora di sentirmi dire buongiorno è il sorriso di Giuliano Trombini che mi accoglie e mi invita a entrare. Basta un passo per lasciarmi alle spalle la splendida piazza della Repubblica, concepita da Edmondo Rossoni e progettata dall’ingegner Frighi tra il 1933 ed il 1940, un progetto urbanistico ambizioso che fa oggi di Tresigallo la Città del Novecento.
La porta si chiude e quello che mi trovo davanti è un ordinato studio equamente diviso tra arte, musica e fumetti: quadri, disegni e colori come si confà a un artista, ma anche un impianto stereo originale vintage, con il giradischi e l’amplificatore separato, tantissimi dischi in vinile, cd e riviste musicali degli anni Sessanta ed alle pareti poster di fumetti, volti di personaggi noti usciti dalle penne di Magnus, Manara e tanti altri.
In un colpo d’occhio intuisco la base culturale e creativa di Giuliano. Un mix tra tre discipline artistiche: pittura, fumetto e musica. «Da bambino disegnavo i fumetti, e nel periodo beat avevo una chitarra - mi racconta Giuliano -, poi a 23 anni ho cominciato a dipingere professionalmente, tutti i giorni, per quarant’anni!».
Oggi a 62 anni comincia a guardarsi indietro e cerca di rimettere a posto queste passioni che sono state la base del suo lavoro. Compreso il periodo che faceva il grafico pubblicitario. Cartellonista per la precisione, nel laboratorio di Franco Alvisi a Ferrara, frequentato da amici artisti come il giovane Carlo Rambaldi e un meno conosciuto Sandro Symeoni, che però è stato un prolifico illustratore (Migliarino 1928-Roma 2007). Symeoni ha realizzato 3.000 bozzetti per locandine e manifesti per le maggiori case cinematografiche italiane ed americane: Paramount, Warner Bros, Columbia, Cei Incom, Cineriz, Titanus e tante altre.
Nei lavori di cartellonistica di quei tempi, gli anni ’60, c’era anche un’attività che i giovani d’oggi non conoscono: si dipingevano a mano i sipari pubblicitari che venivano calati verso il pubblico del Teatro Nuovo a Ferrara: erano le pubblicità artigianali. Oggi le vediamo proiettate sullo schermo, allora erano su tela! Alcune di quelle pubblicità portano la firma di Trombini.
Mi guardo attorno e c’è una tela dove San Sebastiano ha il volto di Dylan Dog. In un suo quadro con una ragazza in primo piano, dietro c’è Giovanni Boldini, il pittore ferrarese della Belle Epoque.
In un’altra tela c’è una ragazza che assume le sembianze di Marylin e non capisco più dove finisce l’una e inizia l’altra, in uno slittamento continuo di piani e di identità. Comincio a capire che questo è il grande gioco di Giuliano: con i piedi sta nel silenzio della sua metafisica Tresigallo, mentre con la testa riesce ad immaginarsi il mondo caotico delle città, i personaggi dei cartoons, fa dialogare i musicisti fino a farseli diventare amici come nel quadro intitolato “I Beatles che diventano 4 amici”. Qua e là nelle sue tele spuntano pubblicità. Nella sua tavolozza ci sono i viola, i rosa, i rossi, gli arancioni; colori caldi, accesi, vivi, musicali.
Guardando le sue tele ci vedo tre elementi ricorrenti: la figura che esprime la fissità, la moto e i mezzi di trasporto che comunicano il movimento e la musica, i musicisti, che suggeriscono l’atmosfera, che riempiono la quarta dimensione.
«Sono stato per tanti anni il pittore delle maschere, poi il pittore delle ragazze per strada, poi quello dei bar, poi quello dei musicisti - mi racconta -, tutti cicli della mia produzione che non rinnego, anzi, che mi hanno portato fortuna. Quindi voglio che tutte le tematiche che ho affrontato in questi anni rimangano, anzi le voglio confrontare, mettere insieme, mescolare».
Ecco allora che Giuliano riesce a dare corpo a questo riordino: nascono le storie ipotetiche, tracce di pittura da collegare liberamente. Piccole antologie, sintesi della sua storia, graficamente espresse in moduli quadrati di varie dimensioni, utilizzando la ripartizione del quadro come fosse la tavola di un fumetto.
Soluzioni pittoriche che sono state esposte nella recente mostra “Il Blow-up di Giuliano Trombini” a cura di Lucio Scardino nell’ambito della Fiera di Portomaggiore e che rimangono in parete per tutto il mese di ottobre nella galleria Arstudio di Pasini, in via Garibaldi 13, sempre a Portomaggiore.
Andrea Samaritani
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