La Nuova Ferrara

A Jolanda il dialetto è nel ricordo di Gianni

di MARGHERITA GOBERTI
A Jolanda il dialetto è nel ricordo di Gianni

Il gruppo nato nel 1975 da un’idea di Liviana Pazi fu poi guidato da Cazzanti, al quale è stato intitolato il teatro comunale

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di MARGHERITA GOBERTI

I. l Gruppo dialettale di Jolanda affonda le proprie radici nel Gad ovvero il gruppo artistico dialettale di Jolanda di Savoia, nato nel ’75 dall’idea di Liviana Pazi, immediatamente condivisa da Gianni Cazzanti e Guerrino Cuoghi, allora geometra del Comune.

«La prima opera rappresentata - ricorda la referente Paola Bianchi - fu Tropa bubana, che per l’entusiasmo degli attori, fu preparata in meno di due mesi, tanto era la voglia di esibirsi che aveva coinvolto il gruppo di amici e di collaboratori che si erano messi all’opera per realizzare l’evento».

Il Gad continuò la propria attività per dieci anni, limitandosi al proprio territorio di appartenenza ed a presentare una commedia ogni anno ai propri concittadini, che la attendevano con grande gioia, tanto da registrare il “tutto esaurito” nel teatro comunale jolandino dove si svolgevano le rappresentazioni.

Accadde però che il Gruppo dovette sciogliersi a causa di una serie di motivi di varia natura, fra i quali - purtroppo - la chiusura dello zuccherificio di Jolanda, che incise anche nella vita economica del paese e per la Compagnia, con la conseguente “diaspora” degli operai, tra i quali lo stesso capocomico Cazzanti ed altri attori.

«Mancando la forza prima - prosegue Paola Bianchi -, era impossibile poter proseguire un'attività che ormai era ben avviata e che aveva fatto conoscere ed apprezzare la Compagnia dialettale. Negli anni Novanta alcuni dei componenti del Gad, tra cui la professoressa Neda Tumiati, avviarono un nuovo progetto, in collaborazione con la scuola media del paese e così si riformò un gruppo che per tre anni mise di nuovo in scena alcune commedie dialettali, con il duplice intento di approfondire l’aspetto culturale del nostro dialetto e di promuovere, soprattutto tra i ragazzi delle scuole locali, il teatro e l’abitudine a frequentarlo, sia come spettatori che come protagonisti. Finalmente, nel 2005, il presidente della Pro Loco di Jolanda di Savoia, Valeriano Agnelli, partendo dalle felici esperienze del passato e volendo riprendere un patrimonio che sarebbe stato un peccato disperdere e dimenticare, ripristinò i contatti con i “vecchi” componenti del Gad, ai quali si aggiunsero alcuni giovani e propose di riprendere le commedie dialettali nel teatro di Jolanda, ora intitolato proprio a Gianni Cazzanti, prematuramente scomparso nel 1999» .

A sottolineare la continuità con il passato, il Gruppo decise di ricominciare proponendo di nuovo la prima commedia, che era stata rappresentata dal Gad esattamente trent’anni prima.

Ora, l’esatta denominazione è “Gruppo Dialettale Pro Loco di Jolanda di Savoia”, in quanto tutti i componenti sono soci della Pro Loco jolandina e rispettando gli scopi statutari, cercano di mantenere viva la loro “lingua” locale e le tradizioni ad essa legate; cercano cioé, di tutelare quello che l’Unpli (Unione nazionale Pro Loco d’Italia) chiama patrimonio immateriale.

«Ora presentiamo una sola commedia ogni anno - conclude la Bianchi -, perché la nostra non è una compagnia teatrale, bensì un’associazione che usa il teatro per gli scopi che abbiamo sottolineato prima, ovviamente finché troverà persone che hanno voglia di impegnarsi in questo tipo di esperienza. Infatti, è sempre più difficile trovare persone disposte a mettersi in gioco con questa attività, che certamente richiede impegno per alcuni mesi dell'anno, ma che dà anche tanta soddisfazione. Provare per credere!».

«Questi - aggiunge ancora - sono i titoli delle commedie del nostro repertorio con le annate relative alle prime rappresentazioni: partiamo dal 2005 con la prima di Tropa bubana di Alfredo Pitteri e Steno Federzoni; nel 2006 abbiamo presentato A spos mié nona di Pitteri; successivamente nel 2007 c’è stata Ach cucagna Sant’Antoni di Werter Marescotti e Ultimo Spadoni; nel 2009 Lassa star i can agh doram! di Carlino Soavi; nel 2010 Par i’occh an fa mai l’alba di Marescotti; nel 2011 Il scalmann dal sgnòra Giulia di Vanni Mingardo e Rino Silveri; nel 2012 Agh met la murdècia di Palmerini e Pitteri; nel 2013 Mariunett senza fil di Augusto Celati; nel 2014 Un padròn in afit di Luciano Montanari; l’ultima nel 2015 è Al Sgnòr int l’ort" di Franco Zaffanella. Come si può notare, abbiamo un programma vario con testi scritti da autori diversi e tutti molto noti, puntando su repertorio divertente».

3, continua

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