Il ritorno di James Bond L’eroe favorito a Ferrara
Oltre mezzo milione di spettatori nelle sale ferraresi in 50 anni e 24 film Il 5 novembre arriva Spectre, l’ultimo attesissimo atto della serie più longeva
di GIAN PIETRO ZERBINI
007 è come il buon vino, migliora negli anni e non conosce crisi. È una vera icona british che resiste nel tempo quanto e forse meglio della recordman regina Elisabetta, sua partner tra l’altro nel corto alle Olimpiadi londinesi del 2012. D'altre parte è da 53 anni che James Bond, con la sua licenza di uccidere, è al servizio di sua maestà britannica al cinema. I tempi sono cambiati, gli scenari mondiali pure, ma per una spia come lui la pensione è ancora lontana. È così, per questo esodato di lusso, ci sono in continuazione nuovi nemici da eliminare per la salvezza del mondo. Già, sembra impossibile che il più spietato dei killer passi paradossalmente per l'incarnazione del bene, ma sono le sue grandi contraddizioni a renderlo il più longevo e presenzialista tra i personaggi del cinema. E così l'agente segreto 007, nato dalla penna di Jan Fleming, continua da oltre mezzo secolo ad aggiornarsi, accumulando 24 film, più l’apocrifo “Mai dire mai”, che solo per la presenza di Sean Connery (e anche di Kim Basinger) merita di essere inserito nel lungo elenco dell’epopea cinematografica.
Prima la guerra fredda, poi il terrorismo - ambientale, informatico e politico - fino ai pirati della finanza mondiale e a chi vuole scardinare i servizi segreti, tanto per stare nella più stretta attualità, la serie di Bond percorre le evoluzioni dello spionaggio con un occhio attento anche alla realtà.
Questo ultimo “Spectre” (nelle sale il 5 novembre) rivede in pista per la quarta volta Daniel Craig, il sesto Bond della saga. Biondo, dagli occhi di ghiaccio, in altri tempi avrebbe interpretato una spia del Kgb, Craig imprime la giusta continuità all' agente segreto, assetato di vendetta ma al tempo stesso ligio al dovere. Un Bond meno inquieto, più prodigo di battute come ai tempi di Connery, ma che si avvale come sempre delle più moderne tecnologie fornite dal geniale Q per continuare a stupire agli ordini di M che non ha più il volto austero da lady di ferro di Judi Dench, ma quello di Ralph Fiennes, che non avrebbe sfigurato probabilmente qualche anno fa nel ruolo di 007.
Non c'è solamente il genere sfasciacarrozze elevato all'ennesima potenza, grazie anche un budget da primato messo a disposizione della produzione (300 milioni di dollari contro i 200 milioni investiti per il penultimo “Skyfall”), ma anche un fine equilibrio di suspense per un intrigo internazionale che tocca come sempre vari angoli del pianeta. Azione, brividi, seduzione, ma anche un Bond più maturo e riflessivo e meno farfallone rispetto agli anni Sessanta: la ricetta del successo è la stessa dal primo film del 1962, per l'ultimo vero highlander del grande schermo.
E ovviamente una serie così lunga, che batte - con i dovuti distinguo - anche i cinepanettoni natalizi, è la saga più vista in assoluto dal pubblico ferrarese, proprio quando cinquant’anni fa i primi film di 007 venivano proiettati al vecchio Corso o al Manzoni. Oltre mezzo milione di spettatori, ha visto i film nelle sale ferraresi in cinquant’anni (da Licenza di Uccidere a Skyfall), con picchi in “Operazione Tuono”, Solo per i tuoi occhi” e proprio “Mai dire mai”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
