Da Parisina al cavalier Bruni le battute più belle del copione
«Ferrara è un'invenzione dei celesti, oppure un'invenzione di voi altri». Questo l'incipit di “Lodovico.. te la do io Ferrara”, la rivista satirico musicale scritta dal regista Giampaolo Zardi che ha...
«Ferrara è un'invenzione dei celesti, oppure un'invenzione di voi altri». Questo l'incipit di “Lodovico.. te la do io Ferrara”, la rivista satirico musicale scritta dal regista Giampaolo Zardi che ha saputo guidare per questa edizione, la sesta a sua firma, la compagnia del Gruppo Teatro Leggero di Ferrara al successo nelle quattro repliche andate in scena la scorsa settimana al Teatro Nuovo, tanto che, si vocifera, il pubblico ferrarese abbia chiesto qualche replica. Da molti definito come «il più bel Lodovico dell'era Zardi», si narra la storia di Ferrara dove «diciassette secoli fa a n'agh iera nient», ma solo il Po, «stal bel mignin». Passano i secoli e arrivano sul palco "Fausto al ross, il Rocco Siffredi di Gaibanella" e Sebastiano «i re incontrastati del Quo Vadis» dove «ci stanno le patatine di una volta». E dopo il regno di Attila ecco l'assessora Roberta Fusari («ieri sera per il nervoso ho dovuto aspirare due bombole di ossigeno») e così «fra un guru e l'altro arrivò il medio evo», i secoli bui narrati da una coppia di simpaticoni: Lodovico da Gambulaga e la moglie Zobeide Ugucciona Tornaquinci da Parasacco, domestici sottopagati in nero alla corte Estense («trae de più uno pilo de femina che quadriglia de bovi») che debbono assistere alle vicende di Ugo («mi sa che il papy sarà un bel cornutone») e Parisina («...vorrei e non vorrei...mi trema un poco il core» dal “Don Giovanni” di Mozart), condannati da Niccolò III (...ridi baldracca di questo cuore infranto dai “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo) a mangiare «da McDonald’s tre volte al dì» con le badanti-ancelle che intonano una danza liberatoria, “kitmankula”. E il ciclista di Ferrara non viene risparmiato: «se un vigile mi ferma e mi chiede i documenti io me ne sbatto.. prendi il numero di targa, gli dico», seguito dai burattini e dal sindaco Tagliani a cui è «apparsa la Madonna», il ministro Fransceschini che, quando è a «Roma vi parlo in playback» e a «discorrere di argomenti più elevati .. zio zccifel». Segue il professor Von Kaken a testimoniare che «strughen morghen merden wasser», ovvero, «l'acqua del fossato è perfettamente potabile» con il vice sindaco Maisto che farà il nuovo «Arci della fiera di sdazz». Non è mancato Gabriele Rinaldi che è stato «il Padre Pio della sanità ferrarese» con Paolo Calvano e Marcella Zappaterra «membri onorari dell'associazione anonima onlus voiadlavurarsaltamadoss».
E che dire di mamma Carife dove «chi ha ciapà la fragadura.. al pol sempar andar s'la muuura», seguita dal cavalier Bruni e dalla professoressa Monti: «sicuramente senza di loro scargeremo in una braglia». Ma è Zobeide a chiudere lo spettacolo, «giunti al fin della tenzone io tocco» con il seguito alle avventure di Lodovico. (fe.ac.)
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