La Nuova Ferrara

Lodovico, una risata che dura da 82 anni

Lodovico, una risata che dura da 82 anni

La storia del celebre menestrello che racconta alla sua maniera, tra il serio ed il faceto, le vicende di Ferrara

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Lodovico ha compito 82 anni, ma non li dimostra affatto. Il menestrello scanzonato, infatti, nato sul palco del Teatro Nuovo del 1933 continua a riscuotere un grande successo, di pubblico e di partecipanti, con una schiera di attori e attrici che si sono susseguiti da allora, e che hanno narrato, fra il serio e il faceto, la “vera” storia di Ferrara. Forse non molti sanno che i fondatori di “Lodovico” furono Angelo Boari, Carlo Ratta, Antonio Boari e Angelo Aguiari, con i biglietti del primo spettacolo, al prezzo di 10 lire per le poltrone, che andò in scena al Teatro Nuovo il quale diventa motivo dominante del Carnevale del '33, fatto di due atti e otto quadri, che voleva essere omaggio a Lodovico Ariosto nel quarto centenario della sua morte.

Queste e altre curiosità sono narrate nel primo volume di Giampaolo Galassi dal titolo Il Lodovico, con l'allora Compagnia Instabile di Ferrara come editrice, una "rivista che fa sorridere il pubblico senza ricorrere ai luoghi comuni, canzona con garbo uomini e cose del giorno, diverte alle spalle di tutti e di nessuno". Anche la celebre Nives Comas Casati fece parte della compagnia, suoi anche i costumi, e lasciò scritto in una foto che la vedeva ritratta nel prologo del primo Lodovico con Aguiari: "Questa è la fotografia della nostra nostalgia! Abbiamo l'anima degli zingari, ma avlen sempar star chi. E consoliamoci con le nostre riviste".

Nel 1979 un giovane Giampaolo Galassi, per scherzo, mise in scena al Country club con 12 amici lo spettacolo "Ai tempi miei cara mia", che ottenne un grande successo di critica e dove un giornale scrisse che la satira assomigliava a quella della famosa rivista "Lodovico" che vide protagonisti, fra gli altri, gli "storici" attori della compagnia come Alberto Cocchi, Achille Maccanti, Attilio Jublin, Guido Guidi, Luciano Boni, Roberto Dalloco, Sandra cocchi e lo stesso Zardi. Da lì l'idea di riesumare, con Maurizio Malaguti e Giampaolo Zardi, la rivista e farne uno spettacolo che vide, nel suo massimo splendore, anche la partecipazione di 120 fra attori e attrici ferraresi, tutti rigorosamente dilettanti. Ma è il 1981 l'anno della consacrazione a "Lodovico, rivista semi seria di vita cittadina" con Oscar Artioli nei panni di Lodovico e l'aggiunta di Massimo Dolcetti, Rita Fusi e, nel corso degli anni di Oreste Barbi, Carlo Cupellini, Maria Chiara Annunziata, Valeria Vitali, Claudia Marangoni, Giusy Leonardi, Gianni Maietti, Alberto Rizzo, Nerella Fogli, Gabriele Achilli, Monica Turra, Elisa Jublin, Cinzia Chiarelli, Paola Fusi, Moreno Martini, Federica Achilli, Antonio Capone e Filippo Artioli. E arriviamo al 1993 quando Giampaolo Zardi raccoglie il testimone e ci proietta abilmente nel Lodovico dei giorni nostri. (fe.ac.)

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