Olimpia Morata merita maggiori studi
“Io trovo la gioia soltanto sui prati fioriti delle Muse o del Parnaso che di due vette s’adorna, inghirlandate di cori: altre donne d'altri piaceri si rallegrano, io no; questo solo m’è gloria,...
“Io trovo la gioia soltanto sui prati fioriti delle Muse o del Parnaso che di due vette s’adorna, inghirlandate di cori: altre donne d'altri piaceri si rallegrano, io no; questo solo m’è gloria, questo solo m’è gioia”. Ecco cosa scriveva nel 1580 Olimpia Morata, letterata ferrarese che brilla nel firmamento dei poeti e studiosi rinascimentali, molti dei quali scoperti grazie ai grandi mecenati del passato in quella che fu più volte chiamata una “delizia dei poeti”, la nostra Corte Estense. Olimpia, di nobili natali, fu compagna di studi e giochi di Anna d’Este, figlia di Ercole II e Renata di Francia, e in quell’ambiente così denso di cultura ebbe modo di formarsi e intensificare gli studi classici, crescendo come studiosa e come donna. La sua storia fu breve ma ricca di avvenimenti: finita l’esperienza a corte dovette assumersi la responsabilità della propria famiglia, combattendo contro malattie che la colpirono duramente e sopravvivendo tra le diatribe religiose dell’epoca. La sua vita fu turbolenta, rasserenata soltanto dalla presenza dell’amato marito, medico tedesco con cui la studiosa emigrò in Germania, dove morì a soli 29 anni, lontana da casa.
L'artista ferrarese Paola Braglia Scarpa ha contribuito fortemente alla sua riabilitazione e conoscenza, tanto famosa a Heidelberg, dove è sepolta, quanto sconosciuta e poco studiata proprio qui: «Nel 2000 sono andata ad Heidelberg in occasione di un convegno internazionale - racconta la professoressa Braglia -, lì Olimpia è molto valorizzata: nella biblioteca vi sono parecchi testi greci e latini da lei tradotti».
A Ferrara non possiamo vantare la stessa attenzione: qualcosa era stato fatto per riscoprirne la figura, ma in modo parziale e incompleto. La Morata si conosce soprattutto per l’impegno e l’attività dell’omonima associazione, ma il suo nome merita occasioni di indagine e studio per non finire nell’oblio del tempo. (i.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google