Leoni, vita di marinaio nei duri anni della Guerra Mondiale
Oggi alle 16.30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza la presentazione del libro scritto dal sottufficiale argentano
Oggi alle 16.30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza, in corso Ercole I d’Este19 a Ferrara, Dante Leoni presenta il suo libro 2251... Ricordi di mare e di guerra, stampato e distribuito dalla Cds Edizioni. Intervengono Enrico Trevisani dell’Archivio storico comunale, Sergio Felletti del Centro documentazione di Longastrino, e la ricercatrice Antonella Guarnieri.
Si tratta di un libro dove Leoni espone in maniera semplice e scorrevole i fatti salienti della sua ferma di marinaio d’Italia, a partire dalla chiamata dell’1 agosto ’39 fino al ritorno nella natìa Longastrino, avvenuto il 30 settembre ’45. Sei anni di lontananza dalla sua terra e dalla famiglia d’origine, trascorsi inizialmente alla scuola sottufficiali di La Spezia, poi per cinque anni consecutivi a bordo di navi da battaglia, quali la “Littorio”, e incrociatori come il “Luigi Cadorna” ed il “Giuseppe Garibaldi”.
Il libro è molto più di un diario, perché racconta non solo la vita e le emozioni dell’autore durante le battaglie e le pericolose rotte nel Mediterraneo nel secondo conflitto mondiale, ma si sofferma a tratteggiare anche le figure di alcuni ufficiali e marinai caduti nell’adempimento della missione belligerante; uomini che non hanno avuto l’onore delle prime pagine nelle cronache di guerra, però a questi sconosciuti Leoni attribuisce la statura di eroi per l’abnegazione, l’amor di patria e la dedizione che hanno ingigantito le loro personalità. Cita Sante Mezzoli di Longastrino (“... l’Albatros il 27 settembre 1941 veniva affondato dal sommergibile inglese Upright al largo di Messina e Sante, dato per disperso, non tornò più a Longastrino. Aveva 20 anni”). Cita il comandante Carlo Bergamini, che ubbidì a Badoglio dopo l’8 settembre 1943 e perì in mare affondato dai tedeschi insieme ai suoi 1687 uomini, perché l’Italia con l’armistizio stava per diventare cobelligerante degli alleati: “La via immaginata non era questa - il discorso di Bergamini alla flotta -, ma questa noi dobbiamo prendere senza esitazione (cioé l'obbedienza al Re e non ai tedeschi, ndr) perché ciò che conta non sono i sogni, ma la coscienza del dovere compiuto”. Cita il tenente di vascello Giuseppe Oriana, sopravvissuto, poi divenuto ammiraglio di squadra, che fu suo insegnate alla scuola di La Spezia, il quale “... al mio proposito di lasciare nel 1945 la Marina, con l’Italia distrutta materialmente e moralmente, mi consigliava di attendere qualche tempo per decidere”, chiaro segno di reciproca stima e considerazione.
Il libro di Leoni è aperto dalla prefazione del contrammiraglio Claudio Morgese, a testimonianza della stima goduta presso gli alti comandi della Marina.
Athos Tromboni
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