Dante Alighieri ha la nuova sede La Carrà ricorda l’ex sindaco
Luisa Carrà, presidente del Comitato ferrarese della Dante Alighieri, è stata invitata alla riunione del 17 novembre scorso all’Archivio storico, indetta dal vicesindaco Massimo Maisto con i...
Luisa Carrà, presidente del Comitato ferrarese della Dante Alighieri, è stata invitata alla riunione del 17 novembre scorso all’Archivio storico, indetta dal vicesindaco Massimo Maisto con i tecnici che dovranno occuparsi del ripristino di Casa Niccolini, la quale sarà adibita a luogo di incontro per i ragazzi. Una stanza sarà ceduta proprio alla Dante Alighieri, quale sede per il Comitato.
«Niccolini - racconta la Carrà -, sindaco della città, deputato, senatore, direttore del Museo Schifanoia, presidente della Cassa di Risparmio di Ferrara, segretario della Deputazione di Storia patria - per citare soltanto qualcuna delle sue alte cariche - meritava che la “sua” Dante, da lui fondata nel 1897, dopo vani tentativi di deputati locali, avesse una sede definitiva, in quella che fu la sua casa. Il Comitato della Dante ebbe da Niccolini vasto impulso, tra cui anche un congresso internazionale. Vivacissima la partecipazione al Comitato degli studenti universitari, che organizzarono per la Dante celebri Cavalchine. Del consiglio direttivo facevano parte i personaggi più qualificati della città, nobili e borghesi, ma anche appartenenti a ogni strato della popolazione, tra cui molti ebrei. Liberale in politica, nutriva simpatia per i cattolici sul piano amministrativo. Organizzava validissime e importanti iniziative, cui accorrevano persone appartenenti ai vari ceti sociali. Popolatissima la festa della Dante, che ora si chiama Giornata della Dante. Le riunioni del direttivo si tenevano nell’antisala del consiglio comunale: vi campeggia ancora la sua immagine in un quadro di notevole espressività. Dalla lettura dei giornali, in particolare la Gazzetta Ferrarese, emerge un personalità di grande spicco istituzionale, oratorio, politico, patriottico. Tra le sue benemerenze l’istituzione del posto di conforto alla stazione per i soldati in transito durante la Prima Guerra Mondiale, sostenuto da molte signore ferraresi di ogni ceto sociale».
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