Giardino per un maestro e per la città
Presentato il “Bosco Claudio Abbado” che aprirà le porte sabato al Barco
L’annuncio della prossima realizzazione del “Bosco Claudio Abbado - Un bosco per Ferrara” lo ha dato ieri mattina, in sala Arazzi del Comune, il primo cittadino Tiziano Tagliani ricordando l’appuntamento di sabato 21 novembre al Ridotto del Teatro Comunale Abbado con i promotori e gli esecutori del progetto. «Il maestro era un grande appassionato di rose e giardini - ha poi concluso - e raccogliendo insieme al Garden Club, Amsefc,assessorati all’urbanistica e lavori pubblici, al servizio verde pubblico queste sue particolarità personali, lasceremo in città un segnale di arricchimento del territorio dedicato al suo nome».
Tutti gli alberi ed arbusti che comporranno questo “bosco urbano“ sono stati offerti dal Soroptimist, dal Rotary Club Ferrara, dal Garden Club e, in particolare, dagli amici di Maria Teresa Mayr Giovannini, la quale ne fu apprezzatissima ed indimenticabile vicepresidente. «Sebbene in uno spazio ridotto individuato al Barco, quartiere densamente popolato e situato di fronte alla zona industriale - ha illustrato Giulia Vullo, presidente del Garden Club -, ci sarà il massimo della biodiversità, che costituirà una barriera contro l’inquinamento e mi auguro che sarà la meta di molti cittadini. Il sentimento che provo maggiormente in questo giorno è la gratitudine verso l’amministrazione, la quale in brevissimo tempo ha realizzato questo progetto».
L’assessore all’urbanistica Aldo Modonesi ha infatti precisato che, dopo dieci mesi di preparazione, il primo albero verrà messo a dimora sabato alle 15.30.
«Siamo abituati ad un paesaggio regimentato - ha quindi spiegato Manfredi Patitucci, progettista del “Bosco Claudio Abbado” -, questo però sarà un’alternativa, perché sebbene sia una striscia lunga 80 metri per 26 di larghezza, con piante posizionate a 5 metri di distanza l’una dall’altra, porterà sia nella ‘testa“ ed in chi lo vivrà, la sensazione di vita con la presenza certa di uccellini ed altri animaletti».
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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