La Nuova Ferrara

libreria ibs+libraccio

Un ricordo di Pasolini nelle parole di Siti

Un ricordo di Pasolini nelle parole di Siti

Sono 47 anni che Walter Siti, critico e scrittore ospite domenica all’Ibs+Libraccio, in piazza Trento Trieste si occupa di Pier Paolo Pasolini. Già a 21 anni decise di votarsi a lui per il...

2 MINUTI DI LETTURA





Sono 47 anni che Walter Siti, critico e scrittore ospite domenica all’Ibs+Libraccio, in piazza Trento Trieste si occupa di Pier Paolo Pasolini. Già a 21 anni decise di votarsi a lui per il coraggio intellettuale: «Il suo buttarsi a corpo morto in tutte le materie che lo coinvolgevano e lo appassionavano - ha detto il Premio Strega -, tanto da vivere la realtà quotidiana più ostica sul proprio corpo, uscendo la sera per verificare il cambiamento sociale sui corpi degli altri ragazzi».

Del suo talento non si accontentò: «La letteratura non era sufficiente per afferrare la realtà, perciò il suo bisogno di risposte sfociava nella sperimentazione, e non per il gusto di fare il bastian contrario, o il botto mediatico. Tuttavia non ha scritto un capolavoro, alla pari de Le occasioni di Montale o Il barone rampante di Calvino. I suoi titoli non stanno in piedi senza la sua ombra. Di certo ci sono scrittori o registi che in assoluto hanno fatto di meglio, benché Pasolini gestì la penna e la cinepresa al contempo spinto da un’esigenza espressiva inesauribile. Viveva l’arte come una questione di vita o di morte».

Fu pietra d’inciampo imprescindibile nell’evoluzione della cultura italiana: «Scandalo, dal greco skàndalon, ossia la pietra che sta in mezzo al cammino - ha chiuso Siti - è diventato il termine che lo identificava e su cui insistette. Purtroppo le sue parole si stanno dimenticando, si leggono sempre meno». (mat.bia.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google