Jazz dalle sfumature rock con la Mr Zombie Orchestra
La band riesce a trovare un punto di raccordo tra antico e moderno E l’ultimo album è un inedito omaggio alla tradizione musicale romagnola
Continua la rassegna “Zone Jazz”, a cura di Roberto Manuzzi al Circolo Arci Zone K di Malborghetto di Boara. Questa sera arrivano i Mr Zombie Orchestra, un gruppo nato dalla collaborazione di Alberto Bazzoli (pianoforte), Riccardo Morandini (chitarra), Gabriele Laghi (contrabbasso) e Eugenio Primo Saragoni (batteria). La band sembra «una polverosa scatola di 78 giri» nella quale si possono trovare vecchi standard statunitensi, blues, canzoni francesi, tanghi, canzoni italiane, arie d'opera, il tutto riportato in vita minando le strutture convenzionali e avvalendosi delle moderne conquiste fatte nel campo jazzistico e non solo. L’improvvisazione, le strutture aperte, i passaggi bruschi da momenti soffusi ad atmosfere deliranti sono gli ingredienti attraverso i quali questi brani dimenticati vengono riportati in vita. Obiettivo del gruppo è di trovare un punto di raccordo tra antico e moderno, tra cultura statunitense e cultura europea, tra Jelly Roll Morton e secondo Casadei. “C’era una volta in Romagna - Danze Tribali del Popolo del Liscio” è il loro secondo album uscito per Velut Luna nel 2014. Registrato in uno studio mobile allestito al Teatro Pedrini di Brisighella, che chiuso da diversi anni ha riaperto le sue porte per l'occasione, l'album è un vero e proprio omaggio alla tradizione musicale romagnola con una chiave di lettura completamente inedita, giovane e moderna. Il linguaggio con cui vengono eseguiti i brani infatti è quello del grande insieme del jazz, anche se non mancano episodi di tastiere e chitarre elettriche che apportano al sound sfumature improntate ad un rock di stampo progressivo. L’idea dell’album nasce da una sincera curiosità nell’approfondire le proprie radici ed è il risultato di un percorso che ha portato la formazione a spogliarsi delle mode esterofile (“la maschera dell’americano” come la definiscono loro) che in materia artistica ci attanagliano. Il messaggio che il gruppo vuole comunicare con questo ambizioso lavoro è: il folklore romagnolo, e in generale tutta la tradizione folkloristica nostrana, è una musica che non ha nulla da invidiare ad altre musiche di estrazione popolare del resto del mondo che godono di migliore considerazione, come il blues, il tango, la salsa o la musette. Apertura del Circolo prevista come sempre per le ore 18 con l’aperitivo in jazz. Inizio concerto ore 22 circa.
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