La Nuova Ferrara

Fra teatro e danza la Pennini incanta con i “Miniballetti”

Fra teatro e danza la Pennini incanta con i “Miniballetti”

Al Teatro Abbado protagonista la coreografa del CollettivO CineticO di Ferrara Lo spettacolo sembra una lezione con dimostrazione di grande preparazione

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Francesca Pennini, danzatrice e coreografa, creatrice e animatrice del CollettivO CineticO, è salita sul palco di “Fuoristrada”, ma ‘fuori busta’. Nel senso che la location era quella delle sere precedenti, dentro il Teatro Comunale Abbado, location preparata per le “compagnie e coreografi italiani emergenti”, dove il palcoscenico era adattato a spazio da camera, con la tribunetta dirimpetto al retroscena fungente così da pedana per la danza.

‘Fuori busta’, invece, perché ufficialmente si trattava di una presenza inserita nel cartellone ‘grande’ di danza del Teatro Abbado: in programma erano i “10 Miniballetti”, primo incontro di stagione con la Pennini in attesa del successivo “Amleto” (il 3 dicembre).

Allo spettacolo hanno contribuito anche Angelo Pedroni (drammaturgia e disegno luci) e Carmine Parise (assistenza organizzativa). La tribunetta si è riempita fino all’esaurito. Lo spettacolo è un po’ danza e un po’ teatro, dove il parlato/recitato ed il danzato si alternano, con lei a raccontare più didatticamente che affabulmente, più criticamente che fantasiosamente. Non che i “10 Miniballetti” siano privi di fantasia, la Pennini ne inventa una più del diavolo, ma il rapporto che si instaura fra danzatrice e spettatore è quello di insegnante/discente. I “Miniballetti” sono un percorso formativo personale che la danzatrice offre alla conoscenza del pubblico: spiega quello che farà e poi esegue le figure spiegate. Si capisce al primo gesto quanto e quale sia la preparazione tecnica della Pennini, votata al perfezionismo, coinvolta emotivamente al punto da trasmettere in maniera empatica le proprie emozioni. Non c’è - in sede critica - da raccontare cosa faccia lei in scena quando danza, perché non segue un filo consequenziale, affronta degli episodi, li isola come se tagliasse e mettesse assieme le parti più belle di una sequenza logica. In altre parole, fa una compilation.

La seconda parte si differenzia dalla prima perché è un po’ più danza e un po’ meno didattica: dice che farà alcune coreografie scritte su un quadernetto quando era bambina e puntualmente esegue. I costumi di scena sono una calzamaglia rossa per il primo tempo ed un body nero per il racconto dell’infanzia. Nell’intervallo mette in scena un drone ed esce; il drone vola e soffia, tanto che sparpaglia per il palcoscenico delle piume ammonticchiate sul fondo. Infine, entra in scena nuda, si spalma addosso un liquido nero e assume le sembianze di quell’uccellino di cui aveva parlato nell’ultimo dei “Miniballetti”. E termina lo spettacolo fra applausi calorosi e prolungati.

Athos Tromboni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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