Uscita una guida sulla guerra nel Delta del Po
Il Delta del Po è oggi apprezzato e riconosciuto come un ecosistema unico nel suo genere, stimato e visitato dai turisti di tutto il mondo, un patrimonio naturalistico di eccellenza. Il territorio...
Il Delta del Po è oggi apprezzato e riconosciuto come un ecosistema unico nel suo genere, stimato e visitato dai turisti di tutto il mondo, un patrimonio naturalistico di eccellenza. Il territorio vanta una commistione di flora, fauna e paesaggi che conferiscono al Parco del Delta del Po un clima e un panorama magici. Ma tra Emilia Romagna e Veneto, nella valle del Po, la terra e l’acqua raccontano anche un’altra storia: l’oasi di relax e natura fu in passato uno dei principali teatri degli scontri tra alleati e truppe nazifasciste, dopo l’8 settembre 1943. Anche il Ferrarese, con il suo terreno particolare e acquitrinoso, giocò un ruolo fondamentale nelle sorti belliche: questi percorsi della storia italiana moderna sono ben descritti e rappresentati nella guida Sulle tracce della Storia. Paesaggi. Cinema. Storie di guerra pubblicata tramite Gal Delta 2000 dalla Regione Emilia Romagna.
Nel volume, che comprende la prefazione di Massimo Medri, presidente dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità - Delta del Po, e l’introduzione di Anna Maria Quarzi (Istituto storia contemporanea di Ferrara) e Giuseppe Masetti (Istituto storico della Resistenza di Ravenna), sono confrontati e analizzati gli avvenimenti occorsi sia dal punto di vista della crono-storia, sia fornendo al lettore una chiave di lettura e approfondimento grazie alle opere cinematografiche di grandi registi. Gli scorci della Resistenza nelle Valli, catturati nella pellicola del ’76 di Giuliano Montaldo, il contesto ambientale e politico argentano descritto da Florestano Vancini, ed i più recenti punti di vista a metà tra story telling e documentario, come quello di Elisabetta Sgarbi in Quando i tedeschi non sapevano nuotare (2013) contribuiscono a completare la connotazione storica e culturale di alcuni tra i più importanti scenari bellici del secondo conflitto mondiale.
Irene Lodi
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