Mlb esporta i suoi artisti nell’attraente e calda Miami
La galleria di Maria Livia Brunelli parteciperà da martedì alla rassegna “Scope” «Sono contenta della proposta: un grande riconoscimento e una bella sfida»
La Mlb Home Gallery di Maria Livia Brunelli (galleria di Ferrara) ha preso con audacia il volo, entrando a far parte per la prima volta, da martedì fino al 6 dicembre, di un evento di promozione dell’arte contemporanea oltreoceano, la Scope Miami Beach 2015. La soleggiata città della Florida che sui piccoli schermi è diventata famosa per gli inseguimenti in camicia hawaiana lungo gli sterminati viali di palme, accoglie la settimana dell’arte contemporanea più importante del pianeta.
Alla fiera principale, Miami Basel, se ne uniscono altre collaterali, tra le quali spicca Scope, in grado di creare un universo in cui la competenza e la pratica tipica degli svizzeri si uniscono allo spirito statunitense, con intensi influssi latino-americani. Scope installa annualmente uno spazio dove anche l’arte di livello più elevato si trasforma finalmente in divertimento, scoperta ed emozione, senza tralasciare i successi ottenuti dai singoli espositori, ma nemmeno rinunciando al dialogo con la realtà quotidiana.
«Sono molto contenta della proposta - ci ha confidato la curatrice Maria Livia Brunelli -, la quale mi è arrivata direttamente dal direttore della manifestazione. Lo considero un grande riconoscimento, ma anche una bella sfida, perché per primi porteremo Ferrara nel centro dell’arte contemporanea mondiale. Ci accompagnerà un piccolo fan club di soci della nostra associazione, e appena atterrati saremo subito ospiti a cena di… un ferrarese, il quale anni fa ha aperto a Miami il ristorante italiano “Pappa e Ciccia”, che casualmente si trova a soli cinque minuti dalla sede espositiva. Ovviamente verificheremo se propone nel menù la salama da sugo…».
La Brunelli porterà in mostra i rivoluzionari in smoking di Mustafa Sabbagh, artista cosmopolita di origini italo-palestinesi, già assistente di Richard Avedon, corteggiato da molto musei europei e che adesso è in esposizione alla palazzina della Marfisa ed al Museo di storia naturale di Ferrara, ricontestualizzando la Metafisica dei fratelli De Chirico (in occasione della grande mostra esposta ai Diamanti) e, in “Ens rationis”, impostando un confronto con il passato naturalista di Alberto Savinio.
Sabbagh, che ha scelto ormai da tempo la nostra città come sua patria adottiva, esporrà le sue foto oscure che ritraggono veneri di fumo, madri annerite e soldati di catrame, estasi mistiche pervase da una calma apparente.
La Musa pentagona sarà presente anche grazie al progetto “Qualche volta, di notte”, realizzato da Silvia Camporesi, una delle più quotate fotografe italiane, per il centenario della nascita del regista ferrarese Michelangelo Antonioni. Gli scatti prodotti sono nati sia dalla citazione diretta delle pellicole di Antonioni (così nel dittico che ripropone in chiave statica l’ultima scena di Zabriskie Point), sia da un’analisi di certi elementi ricorrenti nel cinema del maestro estense, grazie anche alla collaborazione al progetto di Elisabetta, la nipote del regista.
Quello di Sabrina Rocca, infine, è il primo ciclo di lavori in bianco e nero, nato in questo modo per evidenziare la forza dei messaggi evocati; perché il riflesso di un’immagine datata 1969 a New York diventa contemporaneo e quanto mai attuale nell’individuazione dei cicli storici attraverso i particolari. Il tema della guerra viene compensato dall’artista con il suo opposto, quello della pace, del quale se ne percepisce tanto la mancanza.
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
