La vena estense dello scrivere non si esaurisce
Presentato il volume "Oltre Itaca", che raccoglie i racconti degli allievi della scuola di scrittura di Roberto Pazzi
FERRARA. Una volta che gli oltre cento sguardi assorti sono defluiti dalla Biblioteca Ariostea, giovedì scorso, per la presentazione di "Oltre Itaca" (Faust Edizioni), abbiamo chiesto a Roberto Pazzi come sia possibile che in città l’inchiostro da dare alle stampe non si asciughi mai. E la sua risposta non ha tardato: «E’ naturale perché il lumen loci ha partorito Ariosto, Tasso, Govoni e Bassani, che da soli basterebbero a sostenere la gloria di un’intera nazione, figurarsi per una città soltanto… sono esorbitanti». Quindi il sogno nel cassetto degli allievi della scuola di scrittura più seguita della provincia rimane quello di pubblicare un libro e, magari, di avere lo stesso successo del loro maestro, che tra qualche settimana sarà Al Cairo a varare l’edizione araba del suo esordio, "Cercando l’imperatore".
«Si proiettano per mimesis sul modello che viene loro proposto, com’è tipico di ogni vera scuola. In giro c’è una gran fame di maestri - ha proseguito Pazzi - Ho solo l’imbarazzo di contenerne la loro tendenza confessionale, poiché nei loro racconti svelano fatti che non sono mai riusciti a dire, dimostrando la capacità terapeutica della scrittura».
Nell’antologia ci sono, ad esempio, due racconti in forma di lettera; il primo di Costanza Fabbri è rivolto all’autostima, in cui l’autrice libera fantasmi e demoni di insicurezza che si è portata dietro per tutta la vita. Nel secondo, invece, Graziano Ferracioli scrive una lettera d’amore il giorno dopo che la relazione con la sua partner è finita. Tra prosa, scrittura poetica e romanzo storico, la foga narrativa di darsi alle pagine è andata per la maggiore e, insieme alle nuove leve, s’incontra chi ha già pubblicato un buon titolo, così Carlo Riberti e il suo "Nero sangue" (Barbera), o la fresca Rossella Arena, uscita su Bloggirls per Mondadori.
Per ora c’è stato un unico ospite dall’esterno, una scoperta letteraria che ha rivitalizzato il corso, l’italo-svizzero Gerardo Passannante, autore di un ciclo di romanzi sulla caduta dell’Impero Romano. I corsisti hanno così potuto confrontare due lezioni di due scrittori della storia molto distanti. Mentre il zurighese è più filologicamente fedele al vero, in Pazzi ha sempre prevalso la fantasia. E gli allievi hanno potuto servirsi di quello di cui avevano più fame, tra accaduto e immaginazione, come a un self-service per lo spirito. «Presto avremo Dacia Maraini tutta per noi - ha svelato lo scrittore pluritradotto - che verrà a parlarci del suo stile».
Per informazioni: scuolaitaca.fe@gmail.com, 0532 205343.
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