«Torno in una città che mi ha già detto sì»
Al Bano ieri al Teatro Nuovo ricorda il suo concerto a Ferrara negli anni ’60: cantai in una piazza che era entusiasta
Al Bano Carrisi ha appena terminato le prove del concerto che lo ha visto protagonista ieri sera al Teatro Nuovo ed accetta gentilmente di riceverci in un camerino dove mandarini ed arance ci riportano ai profumi del suo sud. «E’ sempre bello tornare in una città dove sei già stato - dichiara il cantante - anche se erano probabilmente gli anni ’67-’68 e non ricordo bene dove ho cantato, ma non fu certamente in un teatro come questo, bensì in una piazza entusiasta».
Ad una star come lei chiedere se si emoziona ancora salendo sul palcoscenico è forse banale...
«No, non lo è perchè io sono sempre emozionato quando affronto un concerto, una serata e soprattutto un pubblico che è sempre nuovo e giudice. Ogni volta è quindi un esame che devi superare ed è per questo che se non provi emozione non puoi neppure trasmetterle, se non ami quello che fai non puoi farlo bene».
Nel concerto di circa 2 ore propone le canzoni più famose che le hanno dato il successo in tutto il mondo. Ma c’è qualche brano a cui tiene particolarmente?
«Ho inserito nel programma brani come “Nel sole” che è ormai la mia etichetta, l’Ave Maria di Gounod, canzoni di Bocelli, e lo stupendo Padre Nostro scritto da Toni Labriola per il musical dedicato alla vita di San Pietro che ci sarà in gennaio ma in particolare tengo a “Vite coraggiose” un testo di Berlincioni musicato da me e dedicato a tutti i bambini colpiti da quelle malattie che proprio il vostro ricercatore ferrarese Dalla Piccola, ha definito orfane. E’ diventato questo brano il titolo di un album i cui proventi andranno tutti in favore della ricerca per trovare una cura per questi bambini».
Fra i suoi progetti futuri il primo quale sarà?
«Di progetti ne ho moltissimi, tutti importanti e a cui tengo in egual misura. Domani mattina partirò alle 6 per recarmi a Napoli dove registrerò un’altra puntata della trasmissione “Così lontani così vicini” che sta ottenendo un positivo riscontro fra i telespettatori. dove raccontiamo storie, casi umani commoventi e che quando si risolvono ci gratificano enormemente. L’altro progetto che mi coinvolgerà dal 18 al 23 dicembre a Mosca sarà una tourneé durante la quale registrerò insieme a Bruno Vespa una puntata straordinaria di Porta a Porta . Nell’occasione spero proprio di incontrare Putin che ammiro e del quale condivido l’atteggiamento verso l’Isis».
Margherita Goberti
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