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L’omaggio di Cento a Bonzagni e alle sue guerre

L’omaggio di Cento a Bonzagni e alle sue guerre

La Galleria d’Arte Moderna riaperta inaugurando la grande mostra dedicata alle opere dell’artista

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«Quella che è stata la parabola artistica di Aroldo Bonzagni, si è consumata sotto il segno della guerra. Inizia a lavorare nel 1911, scoppio della guerra Italo Turca, e muore nel 1918 alla conclusione della Grande Guerra».

In occasione della riapertura al pubblico, la Galleria d'Arte Moderna di Cento ha inaugurato ieri pomeriggio, la mostra “Le Guerre di Aroldo Bonzagni”. Ad anticipare il taglio del nastro della «più importante mostra dedicata al pittore e artista centese Aroldo Bonzagni», in una Sala Zarri gremita, l'apertura del sindaco Piero Lodi e dell’assessore alla Cultura Claudia Tassinari. Poi poi l'intervento dei curatori della rassegna Fausto Gozzi, Giuseppe Virelli e Paola Pallottino. Inserita nel contesto della commemorazione della fine della prima guerra mondiale, la mostra, che rimarrà allestita in città fino al 28 febbraio 2016, documenta l'influenza dei primi conflitti del Novecento sull'opera dell'artista.

«Sebbene per Bonzagni - ha ribadito la Pallottino - si tratta di una guerra inventata, tutte le sue opere sono attraversate dal brivido di un sarcasmo amaro e consapevole.Una mostra molto bella, fatta di esplosioni di immagini e di colori», che ricostruisce a tutto tondo la figura di un illustre centese che ha dimostrato grande genio e talento.

Un'esposizione, per qualità degli allestimenti, approccio culturale e cura dei particolari, di livello nazionale, se non addirittura europea. Tre le sezioni. Prima, la sezione, sempre attuale “Le Due Guerre di Aroldo Bonzagni” (curata dalla Pallottino), poi la sezione dedicata alla pittura “Le Maschere della città” (curata da Virelli) e la sezione “La Satira Armata e di costume”, tra censura, il voto alle donne, cartelloni musicali e politici.

Riconosciuto da tanti artisti, a Cento come a livello nazionale, per la sua indole sarcastica, ironica e di denuncia sociale - in tanti hanno donato opere, oggi parte integrante della Collezione della Galleria d'Arte Moderna di Cento - Bonzagni, figura troppo presto dimenticata, che merita di essere aperto al grande pubblico e di entrare a pieno titolo, a far parte del contesto degli Espressionisti. A documentare il percorso, con una ricchezza di interventi, il catalogo “Le Guerre di Aroldo Bonzagni”. Dagli affreschi ai giornali di trincea, dalle illustrazioni alle grandi tempere che riprendono fatti della cronaca dell'epoca, soffermandosi sull'originalità della mostra, dedicata in particolare alla satira di guerra e di costume, e sull'amara attualità delle tematiche, il curatore Fausto Gozzi ha dipinto il ritratto di Bonzagni, nella sua vita di uomo e artista: «Pur non essendo stato in trincea, Aroldo Bonzagni ha servito la patria con pennello e matita».

Beatrice Barberini

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