La Nuova Ferrara

il racconto di vincent zandri - sesta puntatA

“L’unico vero amico che ha insegna all’Università di Albany”

“L’unico vero amico che ha insegna all’Università di Albany”

“Ho tirato a indovinare2. Moonlight l’intuitivo. “Qualche idea su dove potrei iniziare a cercarlo? Ha un bar preferito?”. “Ne ha molti. Presumo”. “Te ne viene in mente uno in particolare?”. Scuote...

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“Ho tirato a indovinare2. Moonlight l’intuitivo. “Qualche idea su dove potrei iniziare a cercarlo? Ha un bar preferito?”.

“Ne ha molti. Presumo”.

“Te ne viene in mente uno in particolare?”.

Scuote la testa. “Non ho mai frequentato insieme a lui quel genere di locali. Abbiamo tenuto un profilo un po’ più alto, tipo andare a cena in centro ad Albany al 677 Prime Steak House”. Risata. Quella che uno scrittore potrebbe definire sardonica. “Mi correggo. Io mangiavo e lui beveva”.

“Magari a Chatham c’è un locale in cui posso cercarlo. Non è una metropoli”.

“Ottimo, Moonlight. Ho già capito che sei un signor detective”.

“Ehi, sei tu che mi hai assunto, difetti compresi. Che mi dici della famiglia?”.

“I genitori sono morti. Ha una sorella da qualche parte, ma non a New York. Non so nemmeno se sia più grande o più piccola, né se sia ancora viva”.

“Le sue ex mogli abitano in zona?”.

Scuote di nuovo la testa. “No. Se cerchi Walls su Wikipedia, troverai la lista dei suoi amori. Vive a Chatham con l’ultima moglie. Un’attricetta che ha fatto fortuna con piccole apparizioni su Showtime. Qualche spot qua e là. Secondo me è solo uno zuccherino sexy”.

“E Walls va pazzo per i dolci, suppongo. Come si chiama?”.

“Sissy. Una tipa da party. L’ha fatto uscire di testa parecchie volte”.

“Disturbo se la vado a trovare?”.

“Non mi preoccuperei del disturbo”.

“Ricevuto. Qualcun altro che dovrei cercare? Amici? Compagni di bevute?”.

“Roger non crede nell’amicizia. ‘Niente amici, niente pigne in culo’ dice sempre”. Poi solleva la mano come se le fosse appena balenata in testa una brillante idea. “Ce n’è uno con cui potresti provare. Si chiama Gregor Oatczuck. Insegna scrittura creativa agli specializzandi in Discipline umanistiche dell’Università di Albany”.

“Ha l’aria di essere uno importante. Ma con quel nome... suona tipo etciù”. Faccio una smorfia che sembra uno starnuto.

“È la cosa più vicina a un amico che Roger abbia, anche se lo trova noioso. E sì, un nome terribile con cui nascere. Dovrebbe cambiarlo”.

“Hai il suo numero?”.

Si appoggia allo schienale della poltrona, prende il telefono. “Chiamo il suo ufficio e dico che stai arrivando”.

Compone il numero e io aspetto. Chiede del professor Oatczuck. Quella che penso sia la sua segretaria le dice che non c’è, lei spiega la situazione, poi riattacca.

“Mi fa richiamare, poi vi metto in contatto”.

“Grazie”.

“Trovami lo scrittore e ti pagherò profumatamente. Comprese le spese e un grosso extra niente male”.

Vincent Zandri

6, continua

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