Quante risate con la storia di Ferrara raccontata dall’Ariosto
Ludovico bocciato dagli Este vola nei secoli con l’Ippogrifo. A realizzarla il giovane Davide Tonioli
FERRARA. Prima Maialik, ora Ludovico Ariosto. La passione per il fumetto nella nostra città si è riaccesa cercando di privilegiare le bellezze locali, artistiche e storiche. Ariosto è il grande protagonista del volume “Storia di Ferrara a fumetti”, realizzato dal giovane Tonioli e di prossima uscita.
Una storia divertente, che racconta il glorioso passato della nostra città, attraversando secoli di guerre, rivolte, cultura fino ad arrivare ai giorni nostri, tra le polemiche legate agli street bar ed i Buskers. Come detto, alla base c’è l’ironia, che a volte diventa irriverenza, ma anche tanta accuratezza nel ricordare episodi reali della nostra storia. La scelta di Ludovico cade nell’imminenza dell’anniversario dei 500 anni dell’uscita de “L’Orlando furioso”, la sua opera maggiore. E il fumetto parte proprio dall’autore alla corte estense...
«Lui va a proporgli la sua opera - racconta Tonioli -, ma gli estensi chiedono qualcosa di più interessante. E qui entra in gioco Lucrezia Borgia in versione ‘avvelenatrice’ che propina all’Ariosto una pozione magica che gli dovrebbe far scrivere un’opera meravigliosa. Solo che lui bevendola crolla e si risveglia durante la civiltà etrusca in piena esondazione del Po. Per sua fortuna viene salvato dall’Ippogrifo, che poi in volo lo porta attraverso le più importanti fasi storiche vissute dalla nostra città».
Come mai la decisione di questa storia a fumetti?
«Ho vissuto tanto all’estero e ho sempre avuto la passione per il fumetto. Poi, tra lavoro e famiglie ho sempre dovuto rinviare il tutto. Ma stando all’estero mi sono appassionato di più alla storia di Ferrara, che ha avuto momenti di grande valore. Per questo ho deciso di realizzare un volume storico sulla mia città, raccontando gli episodi più importanti, come il rapimento di Marchesella degli Adelardi o lo sbarco di Garibaldi a Magnavacca, ma anche altri meno noti, come il motivo della costruzione del Castello Estense. Il tutto è in chiave comica, con riferimenti attuali ed errori storici, alcuni sono voluti, spero di non averne fatto tanti altri...».
Il periodo estense farà la parte del leone.
«Certo, Obizzo, Niccolò, Borso. Quest’ultimo avrà polemiche per feste universitarie, street bar e Buskers, insomma tutto ciò che fa ‘movimento’ a Ferrara. Dopo alcuni secoli “pallosi” dall’arrivo dei legati pontifici, torniamo ad essere un po’ protagonisti con l’arrivo di Napoleone. Sino ad arrivare alla metafisica di de Chirico, i moti di inizio ’900, il Fascismo e Italo Balbo, il Palio, i Balloons ed un finale a sorpresa».
Un lavoro faticoso...
«Sì, anche se la tavoletta grafica ha aiutato tantissimo. Ho sempre disegnato per gli amici, stavolta volevo fare qualcosa di più ampio respiro».
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