La Nuova Ferrara

I monumenti disegnati da Gualandi

di CARLO BASSI
I monumenti disegnati da Gualandi

La recensione di Carlo Bassi sulla mostra attualmente esposta nelle sale della Banca Mediolanum in via Saraceno

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di CARLO BASSI

Guardando le grandi tavole disegnate da Claudio Gualandi esposte nelle sale della Banca Mediolanum in via Saraceno, quello che salta subito agli occhi di chi ha una qualche conoscenza dei monumenti che vi sono rappresentati, è la grande definizione e politezza di segno che definiscono l'immagine di essi. Se non li conoscessimo come protagonisti, in questo caso specifico, di racconti e di storie sarebbero perfette tavole didattiche di una storia dell'arte disegnata con grande arguzia capace di cogliere il loro senso segreto.

Ma facendole, l'Autore, il tema di racconti e di storie viene da chiedersi di quali possibili racconti e di quali possibili storie possano essere protagonisti data la folla di omini che si muovono attorno ad essi sulla piattaforma che li mette in scena o arrampicati nelle parti più imprevedibili della loro struttura.

E Claudio Gualandi me lo ha rivelato: i monumenti rappresentati sono scelti in funzione delle storie che essi stessi raccontano, delle vicende che li hanno visti protagonisti, della vita che si è svolta ai loro piedi e che li ha resi famosi. E mi diceva: se riesci a isolare una figura e ne segui i gesti e i movimenti trovi il filo della storia che essa intende narrare muovendosi in quell'affollato silenzio che anima il palcoscenico sul quale si trova a recitare.

E compaiono episodi emblematici: il filo a piombo che certifica della pendenza della Torre di Pisa, il teatrino aperto alla base della Torre dell'Orologio a Venezia dove si sta recitando in costume davanti ad una gondola con le ruote mentre un tristissimo Pulcinella guarda silenzioso. Dove poi la sarabanda diventa frenetica e sembra riprodurre lo stato reale delle cose è ai piedi del Colosseo e in tutti gli affacci che ne disegnano la forma. Omini vestiti da centurioni romani in motorino, mezzi busti di marmo persi per la strada, maiali e galline che danzano alle note del piffero del dio Pan, cortei regali che entrano in scena con cavalieri e bighe seguiti dalle bestie feroci destinate agli spettacoli del circo…

Sono davvero straordinarie e coinvolgenti le avventure che Claudio Gualandi illustra usando i suoi emblematici personaggi che sono la sigla del suo raccontare.

Lucio Scardino nella sua bella presentazione parla a ragione dei Maestri che presiedono, nella cultura dell'Artista, a questa sua poetica e a questo suo mondo di sogno e accenna alla 'ilare letizia' che i personaggi sembrano indurre nel contesto delle rappresentazioni dei monumenti. Io vedo anche una 'amara tristezza' che segna l'affollarsi delle scene troppo simili a molte che conosciamo nella realtà.

È davvero un bellissimo esercizio “letterario” e uno straordinario esercizio grafico carico di fantasia e di humor che riesce a mettere in questione letizia e tristezza a seconda di come si disponga l'animo a leggere le storie narrate dalla punta affilata della penna/pennino di Claudio Gualandi.

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