La Nuova Ferrara

Per la Strapaes trent’anni ricchi di novità

di MARGHERITA GOBERTI
Per la Strapaes trent’anni ricchi di novità

La compagnia di Bosco ha saputo rinnovarsi per testi e proposta al pubblico: «Nati per movimentare un paese tranquillo»

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di MARGHERITA GOBERTI

L. a Compagnia dialettale Strapaes di Bosco Mesola si costituisce nel dicembre ’84 tra le mura della parrocchia della chiesa del paese utilizzando l’alloggio del parroco di allora, don Francesco Garbellini, e il primo regista Piero Piva sceglie il termine Strapaes richiamandosi a quello più famoso di Straferrara. Il debutto avviene sul palco dell’asilo parrocchiale il 3 marzo ’85 con la commedia A la bersagliera, ottenendo un grande successo in quanto per il paese di Bosco è una piacevole novità. Visto l’esito felice e l’euforia nata tra gli interpreti, il gruppo artistico culturale di Bosco inizia una tournèe tra le varie frazioni del Comune di Mesola e del vicino Comune di Codigoro. Ormai la febbre del teatro ha contagiato un po’ tutti e già gli “attori“ pensano ad un nuovo copione...

Sempre nell’85, con l’aiuto del Comune, si compie un salto di qualità e la sede si sposta dalla parrocchia al cinema “Il Nuovo” locale la cui costruzione iniziò nel ’47 per finire l’anno dopo. La struttura ha quindi bisogno di una sistemata ed ecco che alcuni volontari del paese eseguono quei lavori strettamente necessari per adibirlo anche ad uso teatro: palco, sipari, illuminazione, impianto audio. Da allora la Compagnia Strapaes propone e organizza tutte le manifestazioni socio-culturali stipulando con il Comune di Mesola una convenzione biennale.

Nell’86 ecco la Strapaes in scena con un altro copione di autori ferraresi, Che cucagna S.Antoni! di Marescotti e Spadoni. «Bisogna comunque dire - ricorda la presidente Suellen Roccati -, che le recite per il primo periodo avvenivano in dialetto ferrarese, ma si sentiva troppo bene che la cadenza era pessima e che bisognava optare per un dialetto diverso, quello “buscarol” che ha comunque alcune affinità di pronuncia con il “rovigoto” molto vicino alla frazione e questo portò ancor maggior gradimento fra il pubblico. Altro pregio della compagnia è quella di portare sul palco sempre nuovi attori. Così tra recite in vari paesi del Basso Ferrarese e del vicino Veneto si arriva al ’98, uando il teatro viene chiuso per essere messo a norma».

La Strapaes pur essendo privata momentaneamente della sua sede, continua ugualmente l’attività, affiancandosi al neonato Comitato festeggiamenti che organizza manifestazioni estive all’aperto, sempre nella frazione di Bosco.

Prima della riapertura del teatro, che avverrà solo nel 2005, la Strapaes e il Comitato decidono di unire le loro forze con una fusione. In pubblica assemblea si approva lo statuto depositato e i due gruppi diventano Gruppo artistico culturale; ogni tre anni viene nominato il nuovo direttivo.

«L’impegno profuso - prosegue la presidente, in carica fino al 2016 - è far sì che il Comune, che ha in affitto il teatro dai proprietari, i fratelli Catozzi, possa prima o poi deciderne l’acquisto. Cosa che avviene diversi anni dopo: dal 2005, poi, il teatro “Il Nuovo” è dotato di sala multimediale e può essere usato anche per conferenze ed altre iniziative».

La Strapaes nel 2005 festeggia il ventennale, inaugurando il rinnovato teatro con la commedia Al fiol dal tron di Spadoni e Marescotti. Da quel momento le rappresentazioni tornano nel teatro fino al momento in cui necessitano nuovi lavori di rinnovo e messa a norma di impianto luci, riscaldamento e locali interni. Sarà nuovamente la Strapaes ad inaugurare, nell’ottobre 2014, il teatro comunale “Il Nuovo”con una novità assoluta per una compagnia dialettale, ovvero portare in scena uno stesso copione, ma visto e recitato in modo diverso: quattro serate prima con Un zal comic a Bosc in versione classica, poi dopo una sola settimana con un cast completamente al maschile ma in abiti femminili rifacendosi (con il dovuto rispetto) ai Legnanesi, dando inizio ai festeggiamenti per il trentennale della Strapaes, che si concluderà nel 2015.

«Adesso - conclude la Roccati - si sta iniziando a lavorare ad un nuovo copione per debuttare ad aprile 2016. Lunga vita alla Strapaes, che nasce per movimentare la vita di un paese tranquillo».

Negli anni la compagnia si è sempre distinta per l’impegno nell’allestimento scenico, abbigliamento, trucco e parrucco oltre che per la recitazione, ottenendo importanti riconoscimenti nelle rassegne dialettali: nel 2011 a Taglio di Po (Ro) 1º premio come migliore attrice a Morena Feggi e miglior attore caratterista Alberto Paganini con la commedia Da la banda dal furmanton; nel 2012 a Polesella (Ro) vince il primo premio come migliore compagnia con la commedia Se po a cambia al vent; nel 2014 ad Ostellato primo premio come migliore compagnia con la commedia Un zal comic a Bosc.

La storia della Strapaes si può così dividere in un primo decennio dedicato a testi di autori ferraresi, il secondo nel portare in scena nuovi autori e con modifiche per recita ed allestimento, nel terzo portando testi di autori contemporanei per un pubblico giovane, che desidera storie più ‘vicine’, inserendo nella commedia filmati e show musicali dal vivo, con aumento dell’impegno degli interpreti fra canto e ballo.

9, continua

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