La Nuova Ferrara

Silvia, in viaggio alla ricerca della propria personalità

di SAMUELE GOVONI
Silvia, in viaggio alla ricerca della propria personalità

La codigorese Trombini è tornata dopo un anno trascorso in giro per il mondo «Prima ero arrabbiata, poi ho acquisito sicurezza e adesso mi dedico al tango»

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di SAMUELE GOVONI

C’. è un momento nella vita in cui si tirano le somme, si traccia un bilancio di quanto avvenuto fino allora e si decide di dare una svolta alla propria vita. Per qualcuno questa svolta può essere cambiare lavoro, per altri traslocare, emigrare, sposarsi, avere un figlio. Per Silvia, era giunto il momento di partire.

«La voglia di affrontare un viaggio l’avevo da un po’ – ci spiega – ma sono sempre stata frenata dalla “paura” di partire, la nostalgia di casa, degli amici... Ma il 12 giugno 2014, dopo diverse vicissitudini personali, ho avuto l’illuminazione e ho deciso di fare qualcosa per me: partir per l'Australia».

Silvia Trombini, codigorese appassionata di pallavolo e tango, prepara tutto, si organizza, studia; vuole stare via un anno, devono essere 12 mesi tutti per lei: «Sapevo che in Australia non potevo restare più di tre mesi così mi sono chiesta “Cosa c’è vicino all’Australia?”, ho guardato il mappamondo e ho visto la Nuova Zelanda: bene – si è risposta – andiamo in Nuova Zelanda».

Resterà per sei mesi in Oceania per poi trasferirsi in Sud America, a Buenos Aires, per studiare tango: vivrà nella capitale argentina altri sei mesi: «Sono partita il 25 novembre 2014, ricordo benissimo il momento dei saluti. Fra l’altro, dopo una disavventura amorosa che mi aveva abbastanza segnato, avevo finalmente trovato la persona giusta ma ormai non potevo rinunciare al mio viaggio: dovevo andare. Sono felice però perché, oltre a sentirci tutti i giorni, ci siamo reciprocamente aspettati. È stata una bella prova d’amore».

L’Australia l’ha attraversata in maniera free, un po’ in autostop, un po’ attraverso servizi di car sharing: un po’ zaino in spalla e via. «Prima di partire avevo deciso di fare due cose: un selfie con un quokka e arrampicarmi su un albero altissimo. Sono riuscita in entrambi i miei intenti! Il primo è stato divertentissimo, il secondo è stato motivo di grande soddisfazione; ho paura dell’altezza e arrivare in cima a un albero di 75 metri – sospira la codigorese - è stata una vera e propria impresa!».

La Nuova Zelanda ha avuto un sapore diverso, sia in termini tecnici di viaggio, che in termini di serenità e stato emotivo. Silvia ha attraversato l’intero Paese in bicicletta: «Ho percorso 2.688 chilometri, 170 ore in sella, per due mesi e mezzo. Dormivo in tenda, in campeggi organizzati o anche a casa di ciclisti che ospitavano altri ciclouristi. È stato un modo per conoscere di più il tessuto sociale, il contesto locale. Se avessi dormito solo in ostelli e B&B non avrei incontrato neozelandesi ma solo viaggiatori e... non sarebbe stata la stessa cosa. Con la bici ho affrontato e risolto problemi; mi ha aiutato con l’umore ed è stata un’esperienza bellissima. Pensavo che un viaggio simile fosse al di fuori della mia portata, invece mi sono resa conto che il corpo lo alleni, la mente ti porta avanti, non ti fa mollare, e ti accorgi che in realtà sei molto più potente di ciò che credi».

Chiuso il capitolo Oceania, la codigorese è partita per l’Argentina: «A Buenos Aires era tutto diverso, ho affittato una stanza in un appartamento e tutto quello che facevo era studiare e ballare tango. Non ero più in continuo spostamento e la città – racconta - non mi piaceva particolarmente, troppo caotica. Ho imparato a ballare sia da donna sia da uomo, così adesso posso insegnare!».

Il 12 gennaio, infatti, inizierà un corso per principianti (da lei diretto) all’Asd Laboratorio Danza (a Codigoro). «A fine settembre ho sentito che era il momento di tornare: il viaggio era finito. Avevo una persona che mi amava e mi aspettava a casa, non aveva senso proseguire. Quello che doveva essere fatto era stato fatto. Credo che – conclude Silvia – ad ogni tappa di questa avventura sia corrisposto uno stato d’animo: in Australia ero felice ma allo stesso tempo arrabbiata per quanto accaduto, in Nuova Zelanda ho acquisito sicurezza in me stessa e consapevolezza delle mie capacità e in Argentina ho studiato, ballato e capito che era il momento di tornare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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