Essenziale ma coinvolgente il Cyrano firmato Ferrini
L’attore e regista con la sua giovane compagnia protagonista al Teatro Abbado È piaciuto il classico di Rostand nella sua veste ironica, dolce ed emozionante
di FABIO ZIOSI
Q. uesta prima parte della stagione di prosa del Teatro Comunale Abbado, non poteva finire in modo migliore che con il “Cyrano de Bergerac” portato in scena da Jurij Ferrini (che ne cura anche regia, traduzione e adattamento dal testo di Edmond Rostand) e da un bel gruppo di bravi attori, quasi tutti giovani.
L’opera di Rostand, pubblicata nel 1897, con l’ingombrante naso di Cyrano a riempire costantemente la scena, è ormai un classico del teatro. Ferrini in questo adattamento la rende più scattante, asciutta, priva di fronzoli senza rinunciare a nessuno dei grimaldelli con i quali l’autore entra nel cuore di chi ascolta. Il recitare in versi del protagonista non è fastidioso e neppure demodé, ma ci riavvicina invece alla poesia ed alla sua musicalità. Come il naso-maschera di ferro di Ferrini ce lo rende vicino, conosciuto, verrebbe da dire contemporaneo. Essere perfetti? Nessuno ci riesce, meglio allora coltivare le proprie differenze e farle emergere (una volta si diceva trasformare il difetto in pregio). Se il naso è lungo…e chi se ne importa. Come si fa a non amare Cyrano? In ognuno di noi (dato per scontato che siamo tutti bellissimi, perlomeno agli occhi della mamma) c’è un po’ del poeta guascone, forse non nell’impeto della sua spacconaggine ma nel desiderio d’amare rivolto magari a chi non ci filava minimamente (ascoltare per credere Compagno di scuola di Venditti sulla “più carina del primo banco”). Ma qui Cyrano è qualcosa di più: fa dell’amore una scelta di vita e di sacrificio. Ma Ferrini va ancora oltre ed è lui stesso a dirlo nelle note di sala: «Attraverso il personaggio di Cyrano, Rostand si rivolgeva a una generazione senza più alcune fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti all0animo di Cyrano e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914. Rostand diede loro la forza, nonostante i colpi della sorte, di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno al valore della vita».
Cyrano è quello di “Il bacio è un apostrofo rosa tra le parole t’amo” ma anche quello che dice di odiare chi ha “il mal di schiena per i troppi inchini”. Il dramma ‘serio’ di Ferrini si dipana tra ironia, risate, dolcezze ed emozioni, come nella scena finale. Da piccoli noi si giocava a chi faceva la “morte più bella”: quella di Ferrini-Cyrano sarebbe stata senz’altro da 10+. Bravi tutti gli attori; scenografia essenziale ma estremamente efficace come anche i costumi, con quei cappottoni che ricordano tanto i pastrani dei soldati nella Prima Guerra Mondiale.
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