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Boldini va in trasferta: già pronti i sostituti

Boldini va in trasferta: già pronti i sostituti

Nella galleria del Castello le opere di Previati e Mentessi da giugno sostituiranno quelle del pittore ospitate in Cina

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Ancora non è ufficiale ma ci sono ottime possibilità che alcune delle opere di Giovanni Boldini ospitate ora in Castello Estense volino in Cina. Una (Shanghai) o forse due sedi espositive, a partire dal prossimo luglio e per almeno tre mesi. «Una bella opportunità di promozione per la città – dice l’assessore alla cultura Massimo Maisto – e già oggi i turisti cinesi sono la prima nazionalità per numero di arrivi a Ferrara, avendo superato i tedeschi, anche se non nei pernottamenti totali».

La trasferta asiatica apre quindi un “buco”, prontamente colmato con un nuovo allestimento della galleria “L’arte per l’arte”: dal 15 giugno al 27 dicembre 2016 ecco che altri capolavori ferraresi d’arte moderna, su tutti alcuni dipinti di Gaetano Previati e Giuseppe Mentessi, si affiancheranno ai Boldini che rimarranno “a casa” e ai De Pisis. La provenienza è sempre quella: Palazzo Massari, che ancora a lungo sarà costretto a restar chiuso per i danni inferti dal terremoto.

«Ma come abbiamo sempre detto – sostiene Maisto - i quadri non restano in magazzino. Con il nuovo allestimento vogliamo anche porre rimedio ai disguidi per cui ci siamo già scusati», ovvero la necessità di mettere al sicuro i quadri in concomitanza con i fuochi d’artificio e in questo modo sospendendo per qualche giorno la mostra in Castello.

Ma da giugno si fa il bis, aggiunge il vicesindaco, “e sarebbe bello ragionare su idee per rinnovare l’allestimento ogni sei mesi o ogni anno”.

Intanto, l’edizione 2016 della rassegna si svilupperà sul tema “La libertà dell’arte. Tra verità e immaginazione”. Una settantina di opere, tra quadri e disegni, al piano nobile del monumento, per un breve ma interessante viaggio tra alcuni dei diversi orientamenti che, sul finire dell’Ottocento, fecero a gara per rinnovare i convenzionali linguaggi dell’arte. Come illustra Chiara Vorrasi, si potranno ammirare lavori di Mentessi (di rilievo il “Sagrato della Basilica di S. Marco a Venezia” e “Pace”, un po’ l’immagine simbolo dell’esposizione), Alberto Pisa (da non perdere l’atmosfera di “Charing Cross”), Arrigo Minerbi e Previati (notevoli “L’Assunzione” e “Il Monte Resegone”).

L’ordinamento si sviluppa per sale tematiche che richiamano i motivi portanti delle ricerche dell’epoca di riferimento: il ritratto moderno ed i suoi nuovi codici, i temi storico-allegorici e la dimensione monumentale e decorativa, i nuovi soggetti della modernità, il paesaggio reale ed il paesaggio dell'anima, le tensioni morali e spirituali alla vigilia della grande guerra. Il percorso prosegue poi nello scrigno dei Camerini di Alfonso I, dove rimane allestita la selezione di capolavori di De Pisis. Nuovi allettanti richiami per i turisti in Castello, che vive di buona salute: al 20 dicembre si contavano 149.122 visitatori nel corso del 2015, il 19.7% in più sul totale del 2014 (e rispetto al 2013 siamo a +48.4%).

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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