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La letteratura estense cambia sempre casa

La letteratura estense cambia sempre casa

Chiusa la rassegna festiva “Autori a Corte” ecco in cantiere le novità a Lendinara e il passaggio al Chiostro di San Paolo

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La kermesse letteraria “Autori a Corte” si è conclusa in grande stile. Si è parlato di poesia, romanzi e diari di viaggio, con autori che hanno fatto breccia nel pubblico. Il giovane scrittore e giornalista Matteo Bianchi, già molto apprezzato anche fuori dalle mura estensi, ha presentato il volume Govoni 50 (ed. La Carmelina), da lui curato in occasione dei cinquant’anni dalla morte del poeta di Tamara. Lo ha presentato con altri autori che hanno dato il loro contributo alla stesura del testo, tra cui Eleonora Rossi, Edoardo Penoncini, Lucio Scardino e Dario Deserri. L’opera è composta da tre sezioni, la prima di contributi critici, la seconda di contributi creativi e nell’ultima sei poesie inedite donate dal critico Scardino, che le ha sottratte alle grinfie del tempo. Gli inediti erano stati donati a Scardino dal figlio del poeta, Ariele, che le aveva conservate per 30 anni. Sono poesie che rievocano la giovinezza ferrarese e l’Abbazia di Pomposa. La stessa sala Estense, quando fu inaugurata, vide la declamazione dei versi di Corrado Govoni. Una figura complessa quella del poeta, che sfuggì sempre a qualsiasi “etichettatura”.

Lo spazio con la poesia è proseguito con la presentazione del libro di Sergio Gnudi, Incitamento alla politica (La Carmelina), moderato dal giornalista Fabio Ziosi. «La poesia è importante, ma in Italia manca la cultura di questo genere espressivo. In tutti i paesi occidentali la poesia è importante quanto la narrativa, fuorché in Italia». Durante la presentazione, l’attrice Elena Felloni ha letto l’ultima poesia, dedicata a Mauro Cavallini.

Lo scrittore Marcello Simoni ha presentato il suo La cattedrale dei morti (Newton Compton). Moderato da Cinzia Boccaccini, l’autore ha parlato della scrittura e dell’alchimia che si crea tra lettore e autore quando quest’ultimo scrive con passione: «Scrivere è qualcosa che mi piace, mi allontana dalla pesantezza del mondo. Ci sono romanzi scritti benissimo ma per mestiere, altri scritti con passione e che riescono a trasmettere al lettore questo piacere». Ambientato tra Roma, Urbino e Venezia, il nuovo libro ha come protagonista Vitale Federici, che deve risolvere misteri e delitti nell’Italia del 1700. Il prossimo romanzo sarà L’Abbazia dei cento inganni, già consegnato alla Newton Compton.

Una presentazione sui generis quella del libro Ho vissuto-il mio cammino di Santiago (La Carmelina), di Paolo Franceschini, cabarettista. L’autore ha intrattenuto piacevolmente il pubblico, moderato dal fratello Nicola, giornalista. Il suo libro è il quinto della collana “Autori a Corte” e sul palco è stato presentato da Poltronieri, che l’anno scorso inaugurò la collana.

Ad organizzare la rassegna, Federico Felloni e Vincenzo Iannuzzo: «È andata bene, abbiamo presentato tre novità assolute, con due ospiti di livello nazionale. Il pubblico si è assestato sulle 500 presenze e abbiamo avuto 100 nuovi iscritti alla nostra mailing list. Speriamo di proporre altri eventi a Palazzo Racchetta, siamo stati felicissimi della location. Tra le novità, gli appuntamenti a Lendinara (Ro) il 23 e 24 aprile e la nuova ambientazione dell’edizione estiva di “Autori” al Chiostro di San Paolo».

Veronica Capucci

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