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«Il diritto a essere felici non può coincidere col massimo profitto»

«Il diritto a essere felici non può coincidere col massimo profitto»

Ferrara: Sabina Guzzanti presenta “Come ne venimmo fuori” Il nuovo monologo al comunale “Abbado” il 16 febbraio

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Arriverà a Ferrara al teatro comunale “Claudio Abbado”, martedì 16 febbraio, con il suo atteso spettacolo “Come ne venimmo fuori”. L’eclettica Sabina Guzzanti ha approfondito con il nostro giornale alcuni aspetti del nuovo monologo incentrato sulla società attuale e le implicazioni del neoliberismo.

Sabina, dopo la televisione e il cinema porta la sua satira a teatro: quale di questi media preferisce?

«Ho utilizzato le varie espressioni in parallelo, si può dire che ogni media ha la propria specificità e il proprio linguaggio. Ora, per esempio, mi sto dedicando anche a internet con un TG satirico che sta riscuotendo particolare successo».

Il pubblico più giovane sente la carica dissacrante della satira e l’opposizione al conformismo?

«Oggi c’è una selezione che condanna i giovani a una vita difficile, sono spesso e purtroppo spaventati. In questo momento sono delle vittime sacrificali, anche se molti costruiscono la vita sui propri princìpi».

La sua satira indaga il contesto sociale ed economico per trovare l’origine dei fenomeni...

«Lo spettacolo parla con umorismo proprio di questo: nella storia ci sono periodi più o meno bui, secondo me il sistema economico-politico in cui viviamo è costruito apposta per darci la sensazione che le cose possano solo peggiorare, sia dal punto di vista materiale sia dal punto di vista delle relazioni umane, cioè della possibilità di essere sereni e felici. Secondo la mia opinione questo non è vero, è una sorta di convinzione che proviene da una propaganda molto intensa, che si deve vincere conquistando il diritto alla felicità, un diritto che sicuramente non riguarda la massimizzazione del profitto. Oggi siamo indotti a trasformare noi stessi in imprese che producono il massimo, qualsiasi nostro gesto lo pensiamo come un investimento».

In che rapporto si pone con i personaggi protagonisti dello spettacolo, dialettico o in empatia?

«Saranno rappresentate in scena tantissime personalità del panorama politico ed economico attuale, in particolare nello spettacolo emergerà che tutte le convinzioni che prendiamo per scontate come l’unico modo per vivere, in realtà sono il risultato di un pensiero che parte da secoli addietro e che, correggendosi ed aggiustandosi, nel corso degli anni diventa dominante nel nostro periodo; ma si tratta di teorie elaborate per amplificare le divergenze e condurre a uno stato di povertà materiale, spirituale e affettiva, mentre l’angoscia che ne deriva spesso diventa debolezza e depressione».

Valentina Bacilieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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