La Nuova Ferrara

Wagner, spazi vuoti ma tanti applausi

Wagner, spazi vuoti ma tanti applausi

La stagione di lirica del Comunale aperta da un “Tristan und Isolde” di qualità. Domani c’è la replica

2 MINUTI DI LETTURA





I ferraresi che amano l’opera di Richard Wagner hanno accolto con calore straordinario il Tristan und Isolde che l’altra sera ha inaugurato la stagione lirica del Teatro Comunale Abbado (replica domani con inizio alle 15) e non si sono fatti spaventare dalle cinque ore e mezza di durata della serata.

Il teatro presentava ampi vuoti in platea, segno che i melomani locali non sono accorsi numerosi, ma quelli che c’erano hanno beneficiato di uno spettacolo veramente bello, ben impostato nella regia e ottimamente concertato, cantato bene e soprattutto... wagneriano a denominazione d’origine controllata e garantita. E presentato assai bene al nostro pubblico, visto che i sopratitoli in lingua italiana recavano anche il testo in lingua tedesca, in modo da poter seguire sillaba dopo sillaba il canto dei protagonisti. Idea eccellente, mai vista prima nel nostro teatro quando è stata rappresentata un’opera straniera con sopratitoli in italiano. Da citare, dunque, il lavoro di Enrica Apparuti, responsabile di questo servizio.

La scenografia ed i costumi (curati da Dirk Becker e Gabriele Heimann) presentano un Tristano fuori del tempo, siderale, tutto cantato su una pedana rotonda come una spirale a cui fa da specchio, nel cielo, un’altra forma rotonda a spirale, di chiaro significato simbolico. È la melodia infinita di Wagner, la quale si avvolge su se stessa senza fine, non si chiude mai, cattura nelle sue spire i cantanti, gli orchestrali, il coro ed il pubblico e tiene tutti lì, incatenati, in attesa di uno sviluppo che non arriva, d’un principio e una fine che non si possono afferrare perché è l’infinito che replica se stesso.

Ottima la regia di Monique Wagemakers, che ha fatto recitare tutti, cantanti e coro, tenendo i protagonisti sempre in scena, immobili quando non cantano ma tuttavia presenti come l’immanenza del destino. Ottimo il direttore Marcus Bosch sul podio di una buona Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna. Ben preparato il coro del Comunale di Modena, istruito da Stefano Colò.

Grande protagonista è stato il tenore Jan Storey, interprete di riferimento oggi per Tristano; buona la prestazione del soprano Claudia Iten (Isotta), nonostante due superacuti che le sono rimasti malamente in gola nel primo e nel terzo atto; eccellenti le prove delle voci scure, ovvero Jochen Kupfer (Curvenaldo), Roswitha Christina Müller (Brangania) e Alexey Birkus (Re Marke). Completavano onorevolmente il cast Hans Kittelmann (Melot), Martin Platz (Marinaio) e Romano Franci (Timoniere).

Prolungati applausi per tutti ma, principalmente, per il direttore Marcus Bosch.

Athos Tromboni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google