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Dialetto così bello da meritare una tesi di laurea

 Dialetto così bello da meritare una tesi di laurea

Lo conferma il regista Sproccati: «Il nostro percorso di crescita è legato ai testi che rappresentiamo»

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Guido Sproccati è tanto innamorato del nostro dialetto da dedicargli perfino la tesi di laurea in pedagogia, conseguita nel 1996-97. «Come le tecniche di recitazione - sostiene -, anche la scelta di un testo da rappresentare identifica un progetto culturale, un percorso di crescita evidente anche se mai ben definito, almeno nell’ambito del dilettantismo. Il mio gruppo rappresenta commedie dialettali che non stanno abitualmente nel repertorio delle altre compagnie, specie per problemi tecnici o difficoltà di interpretazione. Nel Ferrarese inoltre, a differenza delle altre regioni, non c’è stata una vera letteratura dialettale, perché si è sempre pensato che il dialetto non si prestasse ad assumere un ruolo letterario e così, inizialmente, la scelta del testo spaziava dal cinema alla televisione, ai libri, agli spettacoli, ai copioni di commedie brillanti italiane o straniere opportunamente tradotti in vernacolo, fino ad arrivare alla scrittura di testi nostri, pur mantenendo la struttura dell’impianto dialettale ma seguendo la modernizzazione linguistica, con lo scopo di aver una maggior scorrevolezza di interpretazione da parte dell’attore».

A tutto questo contribuiscono ovviamente Paolo Vanzini, Riccardo Zambonati, Antonella Serafini, Simona Bonora, Giuseppe Armari, Paolo Toselli, Doriana Melloni, Elena Vanzini e Angelica Sproccati. (mg)

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