Paura del buio, omicidio in un angolo di Ferrara che è storia
Non va per il sottile, Alberto Amorelli, il giovane narratore che ha scritto appositamente per LetterArti un giallo tutto ferrarese, tra bar nell’ombra, vie acciottolate, il solito inamovibile...
Non va per il sottile, Alberto Amorelli, il giovane narratore che ha scritto appositamente per LetterArti un giallo tutto ferrarese, tra bar nell’ombra, vie acciottolate, il solito inamovibile Savonarola… e un colpo di scena dopo l’altro. E ci si lascia andare sulla scena con “Fear of the dark, fear of the dark / I have a phobia that someone’s always there”, tra i versi più scabri dei leggendari Iron Maiden. Ecco la prima parte del suo racconto intitolato Paura del buio.
“Nella tua testa tutto è chiaro, lo so, vedi già il filmato mentale della sua morte, e sai esattamente come dovrai ucciderlo. Non poteva essere altrimenti, non potevi scegliere un modo differente.
Il luogo è deciso, è preciso, non ci sono ulteriori opzioni.
L’arma è scelta.
Un coltello con una lama di dieci centimetri. Non il metodo più silenzioso, e nemmeno il più pulito, ma è così che dovrà morire quel rifiuto della società, questo il suo fato dopo ciò che ha osato fare. Non ci si avvicina così tanto al fuoco e se ne esce intonsi, Icaro insegna. Le sue ali bruciano e anche la sua vita se ne va.
È un po’ che pianifichi la sua morte, conosco quelli come te, pianifichi sempre tutto, senti che questo è il modo giusto di farlo.
Poetico da un certo punto di vista. Giustizia poetica. Ci cadete tutti.
Sai esattamente dove sarebbe passato stasera, un abitudinario. Spesso sono proprio le abitudini che ti uccidono.
Attendi all’angolo opposto della strada, sarebbe passato a notte fonda, sarebbe uscito dalla casa tra le 4 e le 5. A quell’ora la zona è deserta, i bar di via Savonarola sono già chiusi, lo sai, ti sei informato. Non si uccide qualcuno se non si sa organizzare nel dettaglio come deve succedere, se non sei un professionista lasci tracce. L’angolo tra via Praisolo e Savonarola. Era lì che sarebbe successo. Non hai nemmeno la più pallida idea di cosa questo possa significare, vero? Non sai cos’è successo centinaia di anni fa ?
Qui tutto è iniziato e nemmeno lo sai.
Lui sarebbe stato tranquillo, sereno e rilassato dalla notte passata, poco attento, stanco e poco reattivo. Poi, il tocco di classe, lo so che sorridi beandoti della tua astuzia. La vittima ti conosce, questa è la sua incredibile sfortuna, non si sarebbe insospettito nel vederti. E questo sarebbe stato l’errore.
È una buona zona, paradossalmente la zona universitaria di giorno è una cacofonia di voci e di studenti mentre di notte è quasi deserta. Certo avresti preferito un po’ di nebbia, ma non potevi certo aspettare l’autunno per ucciderlo. È la tua oscura urgenza che detta i tempi.
Ti sei chiesto perché lo fai? Perché l’hai rifatto dopo così tanti anni”.
Alberto Amorelli
1, continua
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