La Nuova Ferrara

Teatro Minore, recite di qualità è la mission

di MARGHERITA GOBERTI
Teatro Minore, recite di qualità è la mission

La compagnia cittadina fondata e poi intitolata ad Alberto Belli porta sul palco copioni nuovi e attori passati al cinema

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di MARGHERITA GOBERTI

I. l “Teatro Minore Alberto Belli” nasce nel 1976 da un gruppo di dipendenti del Comune di Ferrara e ruota subito intorno alla figura carismatica di Alberto Belli conosciuto in città, come “il geometra“ ed a lui viene intitolato dopo la sua morte. La compagnia cittadina da sempre si propone non come alternativa alla Straferrara, il gruppo teatrale dialettale ‘storico’ cittadino dalla lunga militanza, bensì come proposta di spettacoli che in qualche modo e pur nel rispetto del linguaggio e del dialetto ferrarese, esulino dalla più consolidata tradizione in vernacolo.

«Alberto Belli – ricorda Guido Sproccati, regista, autore e capocomico attuale – era un dipendente del Comune di Ferrara e svolgeva l’attività di geometra. Collaborò con la Straferrara e con “Al treb dal tridel” e fu veramente lo storico leader del Teatro Minore. Di lui e dei suoi insegnamenti sono rimaste indelebili le parole che esprimeva a proposito del Teatro: “Cosa spinge a salire sul palcoscenico? Narcisismo? Esibizionismo? L’attività che ho svolto mi ha insegnato ad affrontare il pubblico senza troppo timore o perlomeno a controllare il terrore che ti assale; ogni attore adotta strategie difensive nel tentativo di lasciar poco trapelare l’emozione. L’affrontare il palco è una prova, una sfida alle tue paure ed è bello scoprire che ce la puoi fare; è un’occasione importante per costruire qualcosa con gli altri, fare gruppo come in una specie di concerto”. Ecco, su questo principio si fonda ancor oggi il Teatro Minore Alberto Belli».

Oltre a Belli, tanti sono stati negli anni i grandi attori non professionisti, protagonisti di innumerevoli commedie che hanno gettato le basi solide perché il Gruppo potesse proseguire l’attività anche dopo la loro scomparsa.

«Chi ama il dialetto e non è più tanto giovane – prosegue Sproccati –, non ha certo dimenticato l’istrionico Attilio Orlandini, straordinario interprete che recitava con una spontaneità e naturalezza uniche. Diceva, “Quando recito mi sento un altro come se Attilio Orlandini fosse rimasto a casa. Questo è frutto di una buona preparazione durante le prove e lo studio del personaggio davanti allo specchio”. C’è stata poi Aida Marzocchi, che nel 1997 fu addirittura scelta dal regista Pupi Avati per recitare in un suo film. Ancora straordinario fu Gigi Vincenti, maestro elementare che fu uno dei fondatori dal “Treb dal tridel” . Possiamo affermare che i presupposti del Teatro Minore si ispirino al suo pensiero che riteneva importante la conservazione del dialetto, specialmente di quello più nascosto e forse più ancora è far assaporare alle nuove generazioni brandelli e profumi di una vita che non c’è più, fissando nel tempo un modo di vivere che non tornerà. Un’ultima figura che voglio ricordare è Gilberta Peverati, una delle fondatrici del Teatro Minore, in quanto moglie e ‘motore’ personale e teatrale di Alberto Belli».

Dopo la prematura scomparsa dello stesso Belli, il gruppo ferrarese ha un comprensibile sbandamento e rischia lo scioglimento; ma l’entusiasmo, la volontà e la consapevolezza di perdere un patrimonio di formazione e di cultura, rappresentano un’eredità che il Teatro Minore non può gettare al vento. Grazie anche ad un generoso intervento del Comune il quale gli assegna una sede, nel 2002 si decide di riprendere l’attività e nel 2003 si costituisce l’associazione senza scopo di lucro. Nel settembre dello stesso anno la Compagnia partecipa al concorso “Ro in teatro”, aggiudicandosi il primo premio con un lavoro di Guido Sproccati su adattamento de Il mulino del Po di Riccardo Bacchelli. Si aggiudica il primo premio a Ro anche nel 2004 e nel 2006. I riconoscimenti si susseguono grazie anche ai testi scritti da Sproccati e, in particolare, alle interpretazioni dell’attrice Valeria Vitali. Nel 2012 il Teatro Minore organizza la rassegna teatrale “Il vernacolo delle Duchesse”, per far conoscere ed apprezzare il dialetto a quante più persone possibile.

10, continua

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