Un premio per le chitarre di Mazzoni
L’ultimo libro dell’autore ferrarese ha vinto il “Liberi di Scrivere Award” davanti a firme prestigiose
Lo scrittore ferrarese Lorenzo Mazzoni ha vinto la sesta edizione dell’importante premio letterario “Liberi di Scrivere Award”, il quale riconosce il miglior libro uscito durante l’anno, attraverso una giuria popolare di lettori che possono votare romanzi italiani e stranieri.
Mazzoni, con Quando le chitarre facevano l’amore (Edizioni Spartaco) vince davanti a grossi nomi della letteratura contemporanea: David Peace, Enrico Pandiani, Andrea Vitali, Merritt Tierce e Tommaso Pincio, tanto per citare alcuni fra i nomi più conosciuti.
Il romanzo è una rocambolesca caccia all’uomo nell’America degli anni Sessanta. Martin Bormann, braccio destro di Adolf Hitler, viene identificato come Martin Weisberg, finanziatore eccentrico e pacifista della rock band The Love’s White Rabbits, vicina al Movimento radicale.
Da qui ha inizio un road-book che coinvolgerà settori deviati dei servizi segreti americani e israeliani, uno scova-nazisti italiano, un attore cieco fan di Charles Bronson ed un reduce dal Vietnam fuori di testa. Sullo sfondo il clima esplosivo dell’estate del ’68. Storia, cronaca e finzione si rincorrono fondendosi dalla prima all’ultima pagina di questo originale romanzo dal ritmo incalzante e dal finale al cardiopalma, non senza sorprese assolute: così accade che una spia in gonnella semini il caos; uno scheletro sia perdutamente innamorato di Anita Garibaldi; una chitarra racconti la Beat generation; una scultrice plasmi marijuana e hashish; uno spietato killer del Mossad adori indossare scarpe rosa coi tacchi a spillo. E mentre scorrono fiumi di limonata all’Lsd, esplode la questione nera, le università sono in rivolta, la musica psichedelica spopola tra i giovani e gli agenti dell’FBI reprimono le proteste, in assoluto rispetto del clima di quell’anno.
Una storia di viaggio che proietta diapositive sul Guatemala, Singapore, il Messico, il Vietnam e l’America del mito o - meglio -, l’altra America, quella delle marce della pace, delle comuni hippie, dei raduni, delle manifestazioni, degli acid-test, della “Rivoluzione dei fiori”.
Con una scrittura vibrante ed una documentazione storica mai fine a se stessa, lo scrittore ferrarese riesce a ricreare un’epoca ormai remota, utilizzando un linguaggio semplice, acessibile a tutti, dialoghi efficaci, coniugando perfettamente descrizioni reali a viaggi allucinati. Si tratta di un noir o forse di una spy-story, di un giallo, difficile etichettarlo, è fuori dagli schemi del genere.
Mazzoni, diventato noto grazie alla serie dell’ispettore anarchico Pietro Malatesta, qui ricostruisce le sue trame ed i suoi personaggi grotteschi e pulsanti di vita, ma li elabora e li muove in modo ancora più originale e riuscito, come dimostrato dal premio. Una storia con un retrogusto rock, ambientata nel periodo d’oro della musica, quando, appunto, le chitarre facevano l’amore.
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