La Nuova Ferrara

il racconto inedito di amorelli - seconda puntata

Finalmente lo vedi, un tentennamento poi la coltellata fatale

Finalmente lo vedi, un tentennamento poi la coltellata fatale

No, non sai cosa risponderti, non sai che giustificazione darti, non sai perché ti senti in diritto di prendere la vita di un altro. Sei un po’ agitato vero? Non ci si abitua mai davvero. L’adrenalina...

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No, non sai cosa risponderti, non sai che giustificazione darti, non sai perché ti senti in diritto di prendere la vita di un altro. Sei un po’ agitato vero? Non ci si abitua mai davvero. L’adrenalina scorre impetuosa.

Controlli l’orologio, per un attimo temi di esserti sbagliato, sono quasi le cinque e lui ancora non è sbucato da via Praisolo e il suo ritardo, fa crescere ancora più rabbia in te. La vedo che ti monta dentro quella follia che in questi momenti prende il sopravvento sulla tua razionalità, quell’oscura ira che ti acceca. Anche se al momento ti senti il migliore in circolazione non sei un professionista, vero?

Sei tracotante, arrogante vuoi che veda chi lo sta uccidendo, niente pugnalate alle spalle. Faccia a faccia. Ti saluterà e la tua risposta sarà una lama nel ventre.

Sei indeciso se dire anche qualche frase d’effetto. È questo il momento in cui la megalomania accresce la tua urgenza.

Controlli l’orologio. Pochi minuti alle cinque. Dov’è??? ti stai chiedendo.

Poi finalmente una figura familiare si staglia in via Praisolo. Molto bene. Ti muovi. Attraversi la strada, con passo rapido ma tranquillo. Sei praticamente a metà quando si rende conto di te. Sei tronfio, traboccante di energia. Alza la testa, dapprima sembra non riconoscerti, poi vede che gli sorridi. Si ferma. Sembra confuso, non tanto perché gli sembra strano vederti, ma perché gli sembra strano vederti a quell’ora. Esibisce un debole sorriso, ti avvicini e gli tendi la mano, lo saluti. Ti stringe la mano, una bella presa energica e ti saluta, la voce tradisce la sua titubanza.

Poi ti guarda negli occhi e quello che vede non gli piace. È questo il momento in cui cambia tutto, quel perfetto istante dov’è possibile avvicinarsi all’abisso più scuro, da cui non è possibile più fuggire, perché ti incatena e ti blocca lì, avvinghiato da nebbiosi viticci umidi.

Vede il tuo odio e un’insolita freddezza nel tuo sguardo. Ha paura, d’un tratto ha paura. Adduce scuse per andarsene, ha paura di te. Tu sei contento del potere che eserciti. Balbetta. Ma non lo stai nemmeno ascoltando, non ti interessa più. Sei rapido, te lo concedo, lui nota solo un bagliore e la tua lama è già nel suo stomaco. Ti fissa come se non capisse quello che sta succedendo, come se non capisse che sta morendo. Farfuglia qualcosa, ma gli tappi la bocca. Estrai il coltello e glielo pianti nel basso ventre. Poi estrai e punti al petto. Cerca di colpirti ma le sue mani incontrano solo la lama. Gliela pianti in gola, sgorga sangue copiosamente con un gorgoglio da sorgente di montagna. I tuoi guanti e la lama sono sporchi, umidi di sangue. Hai schizzi ovunque. Dovrai buttare tutti questi abiti, forse riuscirai a salvare l’impermeabile.

Alberto Amorelli

2, continua

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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