La Nuova Ferrara

“Quartgianaz”, poche uscite ma di qualità

di MARGHERITA GOBERTI
“Quartgianaz”, poche uscite ma di qualità

La compagnia di Quartesana è nata sulle ceneri della “Robur”: «Siamo dilettanti che affrontiamo il palco con coraggio»

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di MARGHERITA GOBERTI

U. no degli appuntamenti più attesi durante la sagra che si svolge a giugno e luglio a Quartesana è la sera della rappresentazione della commedia in dialetto. E lo spettacolo è ancor più gradito se a recitare è la Compagnia dialettale parrocchiale del “Quartgianaz”.

Il Gruppo nasce nel 1989 sulle “ceneri” di un’altra compagnia che si era costituita subito dopo la guerra ed aveva però come nome “Filodrammatica Robur”, la quale debuttò il 16 giugno 1955 con La grande fiamma dramma patriottico in tre atti di Alberto Salvini.

A fondare, invece, il “Quartgianaz” o come alcuni credono si dica “Quargianaz” fu Ferruccio Formignani, un attore che aveva già recitato nel precedente gruppo ed aveva perciò una notevole esperienza in fatto di teatro e palcoscenico.

Il nome della nuova compagnia venne ovviamente cambiato, perché tutto era ormai diverso e per questo fu deciso di farlo coincidere con la denominazione della possessione più lontana dal centro abitato di Quartesana, ovvero la “Possessione Quartesanazzo” e come tale il titolo è rimasto fino ad oggi, anche se in parte abbreviato e tronco.

«Gli attori che hanno fatto parte della nostra Compagnia in questi 25 anni di attività - ricorda don Vittorio Serafini, parroco di Quartesana e di altre due parrocchie, che è il direttore artistico del gruppo -, sono stati circa una trentina, ai quali vanno aggiunte quelle persone che si occupano di scenografia, luci ed effetti sonori. Tutti comunque provengono non solo dal nostro paese ma anche dalla vicina Masi Torello, da Masi San Giacomo, da Cona e da Ferrara».

«Quello che li accomunava - continua - è il fatto di conoscere e saper parlare il dialetto, artisti dilettanti che si sono fatti da soli affrontando con tremore e paura il palcoscenico ed il pubblico. Ma l’obiettivo di ogni rappresentazione è talmente alto e coinvolgente che ha fatto superare loro ogni timore. Infatti, l’incasso viene sempre donato in beneficenza per le opere parrocchiali, oppure destinato ad altre organizzazioni umanitarie o, come accadde dopo la guerra quando i bombardamenti avevano gravemente lesionato il teatro parrocchiale, per ripristinarlo, con l’aggiunta di spettacoli di burattini».

Attualmente la Compagnia “Quartgianaz” si è molto rinnovata, annoverando attori giovani e meno giovani ma tutti spinti dal desiderio di migliorarla e di imparare.

Natale, Carnevale, il mese di maggio e la sagra sono le grandi occasioni per recitare e presentare le più belle commedie del dialetto ferrarese come Par i occh an fa mai l’alba, Cus at fatt Zaira ?, Nostar zio Gigin, Agh mett la murdecia, Tropa grazia Sant’Antoni ed altre, veri cavalli di battaglia del “Quartgianaz”, insieme alla prima commedia rappresentata nel 1989, Il campan ad Don Camil nella quale - allora come oggi -, recitò anche il parroco don Serafini. Ma la cosa più curiosa è che non interpretò il ruolo a lui più congeniale del sacerdote bizzarro in contrasto con il sindaco comunista Peppone, bensì proprio quest’ultimo...

«Come parroco e referente del gruppo - chiude don Vittorio -, mi sento in dovere di ringraziare i nuovi attori, che vanno dai 15 ai 70 anni, i quali hanno realizzato e creato una realtà che a Quartesana sembrava finita, invece prosegue più fertile e prosperosa di prima. Si sono tutti ispirati a tre fondamentali principi: tenere in vita il grande patrimonio del dialetto ferrarese, animare la vita del nostro paese, raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. Quando si parla di noi il quesito è sempre lo stesso: si scrive “Quartagianaz” o “Quargianaz”? Ma la risposta è semplice, il dialetto prevede entrambe le pronunce. Per noi non è importante la quantità delle rappresentazioni, piuttosto la qualità, per cui proponiamo una commedia all’anno però lo facciamo con entusiasmo e piacere, nella speranza di far divertire il nostro fedele pubblico».

E ricordiamo che a Quartesana c’è anche il gruppo “Il teatro dei stanchi”, nato nel 1995.

11, continua

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