"I mondi di Primo Levi" al Castello Estense
Forte il legame tra Ferrara e l’ebraismo. Un'iniziativa per non dimenticare
FERRARA. Ha inaugurato ieri pomeriggio la mostra dedicata a Primo Levi, I mondi di Primo Levi. Una strenua chiarezza, allestita nell’imbarcadero 1 del Castello Estense e accolta da un clima freddo e terso, e da un cielo limpido come le molteplici sfaccettature del protagonista dell'esposizione. Dario Disegni, appena eletto alla guida della Fondazione Meis, ha aperto l'inaugurazione ufficiale con emozione: «Essendo torinese, ho avuto il privilegio di frequentare Levi, e mi pare emblematico aprire il mio mandato con questa mostra - ha affermato Disegni - La sua personalità intellettuale è stata multiforme, e l’esposizione cerca di raccontare il suo modo di essere narratore del mondo in maniera poliedrica».
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Il neo presidente ha portato anche i saluti del ministro Dario Franceschini e del sindaco di Torino, Piero Fassino, il quale ha voluto ribadire l’importanza del legame tra la sua città e Ferrara: “Levi fu un disvelatore dell’indicibile - scrive Fassino nella lettera - ha raccontato con chiarezza ciò che nessuno voleva ascoltare”. Presente anche il rabbino capo Luciano Caro. È intervenuto poi all’inaugurazione il presidente della regione, Stefano Bonaccini, che ha sottolineato come la memoria sia una priorità regionale: «In Europa, e in luoghi ancora più vicini a noi, si assiste a fatti che richiamano quelli accaduti nel secolo scorso, e questo mi fa correre più di qualche brivido lungo la schiena.
La memoria deve essere vissuta, ed è importante farlo tutti assieme, coinvolgendo soprattutto gli istituti scolastici», ha concluso, facendo riferimento alla legge sulla memoria che è stata approvata in via preliminare a Carpi, il 14 dicembre scorso, ora in attesa di essere vagliata in aula. «Non c’è memoria senza testimoni - ha continuato poi il sindaco Tiziano Tagliani - e Primo Levi fu forse uno dei primi. Questo è un momento significativo per la città, e sono contento che per la mostra sia stata scelta una sede civica, in modo da riconfermare ancora una volta l'intesa tra Ferrara e la storia ebraica». Il vescovo Luigi Negri, chiamato a intervenire con una dichiarazione, ha espresso la sua sentita partecipazione all’evento: «Con questa mostra si rivela la straordinaria sintonia che abbiamo con la tradizione ebraica: il passato è una sfida, ma noi abbiamo solo un’occasione per non ripetere gli stessi errori», ha dichiarato il monsignore, evidenziando l’importanza dei valori umani ancora prima di quelli religiosi, per un futuro di convivenza pacifica e di rispetto della diversità.
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Ultimo intervento, poco prima dell’apertura al pubblico dell'esposizione, è stato quello di uno dei curatori, Fabio Levi: «Primo Levi è ormai riconosciuto come un classico della letteratura e del pensiero contemporaneo. Nell’esposizione c’è la riflessione sulla Shoah, ma anche la relazione con i molti interessi e curiosità che si rintracciano nella vita e nell’opera dell’autore; abbiamo affrontato la sua complessità, cercando di presentare ai visitatori i diversi aspetti della sua personalità». Complice un allestimento originale e curato, la mostra ha registrato fin dalle prime ore una decisa affluenza di pubblico: sarà certamente un punto di partenza fondamentale per la riflessione ferrarese (e non solo) sulla Memoria.
Irene Lodi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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