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Torna il carnevale rinascimentale

Torna il carnevale rinascimentale

Prende il via dal 4 al 7 febbraio la rievocazione storica quest’anno dedicato a Isabella d'Este e Ludovico Ariosto

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Prende il via dal 4 al 7 febbraio la rievocazione storica del Carnevale Rinascimentale, quest’anno dedicato a Isabella d'Este e Ludovico Ariosto. Alla Corte Estense, come in ogni altra corte e città, il Carnevale era vissuto come un momento liberatorio, durante il quale era possibile affrancarsi momentaneamente dalla rigida gerarchia sociale. Si viveva in un mondo alla rovescia, nel quale il povero poteva vestire i panni del nobile e viceversa. Alla Corte degli Estensi il Carnevale era vissuto come un momento di grande festa, e oggi «il Carnevale Rinascimentale è una vera e propria rievocazione dei fasti dell’epoca», come spiega Paolo Catani, gestore di una libreria e cultore di storia locale. Si celebrano in particolare Isabella d’Este e Ludovico Ariosto, perché la figlia di Ercole I fu la prima ad ascoltare, nel febbraio del 1507, direttamente dal poeta la prima recitazione delle ottave dell’Orlando Furioso, ancora in fase embrionale. Perché proprio Isabella ebbe questo privilegio? Secondo alcuni studiosi, la figlia di Ercole I e Eleonora d’Aragona fu una donna di grande cultura, e quando arrivò alla Corte dei Gonzaga a Mantova, anche una celebre mecenate. Secondo Julia Cartwright, autrice di un volume dal titolo “Isabella d’Este”, stampato nel 1907 da E. P. Button and Company, l’ambiente in cui crebbe fu di fondamentale importanza per sviluppare quel gusto artistico che la rese famosa tra i suoi contemporanei. Educata da illustri precettori, tra cui Battista Guarino, figlio del più noto pedagogista Guarino Guarini, studiò il latino, imparò a suonare alcuni strumenti musicali, e nel giro di cinque anni raggiunse una reputazione di parlare latino meglio di qualsiasi altra donna nobile del tempo. Sempre secondo la Cartwright, “le riusciva molto bene, con grazia e scorrevolezza, la traduzione dell' Eneide e delle epistole di Cicerone”. Secondo Alessandro Luzio, da cui è tratta la maggior biografia su Isabella, tra i letterati della corte estense che ebbero un ruolo di rilievo nell’educazione di Isabella, ci fu Antonio Tebaldeo. Proprio questi, secondo quanto scrive Luzio nel suo “Cultura e relazioni letterarie di Isabella d’Este”( 1907), ebbe un ruolo centrale nell’educazione di Isabella, in particolare l' avrebbe avviata nell’ “arte di far versi”. Certamente influì, ad alimentare il gusto estetico di Isabella, l’ambiente in cui crebbe, la Corte Estense, alla quale affluirono molti dei poeti ed artisti più famosi.

Inoltre Isabella subì l’esempio paterno. Anche Ercole era molto colto: Plutarco, Euripide, Senofonte, Seneca erano tra i classici da lui preferiti. Una figura di spicco quella di Isabella, che sia a Ferrara che a Mantova, seppe attirare a corte uomini colti, e d'altronde non bisogna dimenticare che il suo primo stemma fu proprio la calamita.

La stessa Isabella viene citata da Ariosto, nel famoso passo dell’Orlando Furioso, XIII,59 : “Quella d’opere illustri e di bei studi amica, ch’io non so ben se più leggiadra e bella mi debba dire, o più saggia e pudica, liberale e magnanima Isabella”.

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