Dalle lauree “Honoris causa” alle medaglie d’onore
Dopo il conferimento a due giovani studenti universitari morti in Russia alla sala Estense c’è la consegna a sopravvissuti e parenti dei deceduti
FERRARA.Tante le iniziative (nel calendario ufficiale allestito dal Comitato provinciale, ma anche organizzate al di fuori di questo) per la Giornata della Memoria a Ferrara.
Mercoledì alle 10, c’è un importante appuntamento alla sala Estense, in piazza Municipale, con la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore a cittadini italiani (residenti in provincia di Ferrara), militari, civili e familiari dei deceduti, deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto durante la Seconda Guerra Mondiale. Alla cerimonia è presente il prefetto di Ferrara, Michele Tortora.
Fra le medaglie alla memoria quella per Dante Salvadego, nonno materno di Elisa Bellini, assessore del Comune di Mesola, deportato ed internato in un lager nazista. Dante era un giovane soldato nato ad Ariano nel Polesine (Ro) nel 1919, arruolato nel 1939 e poiassegnato all’11º Reggimento Bersaglieri. Durante la guerra è stato catturato e fatto prigioniero in Croazia, a Knin, il 9 settembre ’43, e internato nello stalag IXB Bad Horb (in Germania) dal 29 settembre ’43 fino all’arrivo degli Alleati nel ’45. Si ammalò a causa di una ferita al braccio destro procurata durante il lavoro in ferrovia con il piccone a cui seguì una grave infezione, si salvò solo grazie all’arrivo degli Alleati, ormai inabile al lavoro e destinato alla camera a gas. Dopo la guerra potè riabbracciare la moglie Rosa, che lo credeva morto, e la figlia primogenita Gabriella, nata poco dopo la sua partenza. In seguito nacquero anche Anna, Giosué, Loredana e Gelindo. «Mio nonno ha raccontato pochissimo dell’esperienza del campo di concentramento - spiega la Bellini -, deve avere sofferto molto. Ha continuato ad avere gli incubi durante il sonno per molti anni. Sono orgogliosa di essere sua nipote e di aver appreso da lui questi valori, ed è con grande onore che riceverò la medaglia in sua memoria».
Poi,alle 15, alla caserma Bevilacqua in corso Ercole I d’Este c’è la deposizione di una corona nel cippo che ricorda i cittadini ebrei ferraresi reclusi nella caserma nel gennaio del 1944.
Ed a proposito di premiazioni, Giuseppe Morsiani e Antonio Maini sono i due studenti dell’Università di Ferrara caduti in Russia nel corso della Seconda Guerra Mondiale, senza riuscire a conseguire il sospirato alloro, onorando con il loro sacrificio l’Ateneo estense e l’uniforme delle nostre Forze Armate. Proprio per ricordarli Unife ha deciso di organizzare una cerimonia di conferimento di lauree “Honoris causa” alla loro memoria, tenutasi martedì pomeriggio nell’Auditorium del Complesso di Santa Lucia, in occasione del 73º anniversario della battaglia di Nikolajewka. A Morsiani è stata conferita la laurea in chimica, ad Antonio Maini quella in medicina e chirurgia.
Alla cerimonia, dopo il saluto del rettore, Giorgio Zauli, sono intervenuti Andrea Baravelli, docente di Storia contemporanea del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Ferrara, e Mario Gallotta dell’Associazione nazionale alpini (Gruppo di Ferrara).
Infine, l’Associazione Circomassimo Arcigay e Arcilesbica Ferrara presenta il documentario “Love story: Berlin 1942” (“Una storia d’amore a Berlino”), realizzato dalla regista e produttrice inglese Catrine Clay. L’opera ripercorre la storia d’amore tra Elizabeth “Lily” Wust, casalinga ariana, madre di quattro figli e moglie di un soldato della Wermacht, e Felice Schragenheim, ragazza ebrea che viveva clandestinamente nella Berlino occupata dai nazisti. La regista indaga tra le pagine più buie della storia dell’umanità, parlando di sterminio del popolo ebraico e persecuzione agli omosessuali. Il documentario è introdotto da Elisa Luchetta, esperta di cinematografia a tematica Lgbt. Proiezione mercoledì alle 20.30 alla Video-biblioteca Vigor in via Previati 18, sotto il Boldini.
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