Dalla “Bevilacqua” ai campi di sterminio
Le iniziative ferraresi per la Giornata della Memoria sono proseguite ieri pomeriggio con la deposizione, nel cortile della caserma Bevilacqua, di una corona al cippo che ricorda i cittadini ebrei...
Le iniziative ferraresi per la Giornata della Memoria sono proseguite ieri pomeriggio con la deposizione, nel cortile della caserma Bevilacqua, di una corona al cippo che ricorda i cittadini ebrei arrestati e reclusi nel 1944, prima di essere inviati al campo di concentramento di Fossoli e da qui ad Auschwitz. Dopo un saluto del questore Antonio Sbordone e del presidente della Comunità ebraica di Ferrara Andrea Pesaro, il momento più toccante è spettato di diritto a Marcella Ravenna, figlia e nipote di ebrei ferraresi che furono arrestati e condotti proprio in questa caserma prima di essere deportati. Ravenna ha letto davanti ai presenti una lettera scritta dal padre durante i giorni di detenzione nella "Bevilacqua". Dopo l'armistizio dell'8 settembre ’43, l'occupazione di Ferrara e l'istituzione della Rsi di Mussolini quella che fino ad allora era persecuzione si tramuterà in arresti, deportazioni e vere e proprie eliminazioni degli ebrei. Gli arresti dei ferraresi iniziano a partire da ottobre 1943 e saranno più di cento i deportati, prima a Fossoli e poi nei campi di sterminio nazisti. Di questi solo cinque hanno fatto ritorno. (l.c.)
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