La Nuova Ferrara

Sentimenti giovanili ed emozioni devastanti tra la follia e l’eros

Sentimenti giovanili ed emozioni devastanti tra la follia e l’eros

Nel romanzo la passione come fede che non si rinnega Un capolavoro riscoperto della letteratura americana

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“Lei riusciva sempre a colmare i silenzi che si accompagnavano a qualunque cosa dicessi, riusciva sempre a vedere cosa avevo visto senza che dovessi descriverglielo. Era stata questa sua capacità a trascinarmi verso quella fede che ben presto aveva travolto ogni altra considerazione”. Siamo a pagina 376, poco oltre la metà della storia. Parla David che, dopo oltre tre anni, rivede per la prima volta Jade, la sua fidanzata di un tempo. In questi anni, dato che le aveva incendiato casa con dentro tutta la famiglia, era stato internato in un manicomio per ricchi dal quale è uscito in libertà vigilata. L'amore è una fede, che non si discute o rinnega. Poco da aggiungere, se non che intorno a questo assioma Scott Spencer ha creato uno dei personaggi della letteratura americana più discussi e amati. David con il suo amore cieco, al mondo e alla legge, rischia di distruggere la sua vita e di certo incasina quella di due famiglie. Da un lato la sua, con suo padre – mite avvocatucolo della comunità ebraica – che in un memorabile pranzo gli confessa di amare un'altra donna arrivando a dire che grazie a lui «... mi è venuto un appetito per ogni singolo secondo di ogni singolo giorno». E, non meno sorprendentemente, la famiglia Butterfield, prototipo dei bohémien, tutta arte, stile e Lsd. Nella lettera che Ann, la madre di Jade, scrive a David c'è la prima interpretazione esterna alla testa di David data al lettore: «Credo che fosse il modo con cui ci stavi cambiando, più di qualsiasi altra cosa, che spinse alla fine Jade ad affrontare Hugh e a dirgli: Allora perché non intervieni in qualche modo? Perché non ti comporti come un padre e dici basta? Perché non mi ci tiri fuori?». Più avanti Ann confesserà: «Non avevamo la minima idea di cosa ci aspettasse; avevamo completamente sottovalutato l'incredibile portata emotiva di cui Jade era capace». A seguire, tragedie e colpi di scena di cui lo scenografico incendio iniziale è solo un pallido preludio. Se non fosse perfetto nelle sue infinite digressioni e descrizioni – l'amante del padre all'ospedale, gli amici dei genitori di David e la loro incongruità di comunisti borghesi, Ingrid e le sue scene isteriche, gli abiti di Ann, il primo marito di Rose, la madre di David, perduta nel suo labirinto di rabbia, esigenze e rinunce – sarebbe un romanzo sfinente. Ma viene da immaginare un bambino che cerca di colorare un disegno, tenta di restare nei margini ma non riesce e il risultato è semplicemente ricco all'inverosimile invece che imperfetto. A guidare la storia è l'occhio di David che si sposta alternando il racconto da sé al mondo che ha a immediata portata, mai oltre. Non c'è futuro: si va indietro o si sta qui, ora. Il passo è quello della descrizione in sincrono con le lancette dell'orologio. Il risultato: ad ogni pagina se ne vorrebbe un'altra, con il rischio di dare a questo capolavoro della letteratura americana scritto nel '79, adorato da Joyce Carol Oates e Alessandro Piperno, il bollino di un turn page, come a un thriller qualunque. Ma la voce di David e quel suo modo scorticante di parlare di sesso, di sbattere tutti davanti al fatto compiuto che tra lui e Jade è per sempre, di rimbalzare ogni logica evidenza, di comprimere il suo corpo in una castità impossibile, di resistere a ogni medico e a ogni assalto materno, di esporsi al destino come un giocatore di poker aspetta di vedere le carte e il baratro, seducono ancora, mettono in discussione le nostre certezze e ci costringono a chiederci: forse la verità, se non la ragione, è dalla sua.

Tina Guiducci

Scott Spencer,

Un amore senza fine, Sellerio, pagg. 592, Euro 15, Trad. F.

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