«Bello un pubblico che ride di sé»
Applausi a Cento per “Tradimenti” con interprete Ambra Angiolini: mi è sempre piaciuto fare teatro
Grande successo e uno scroscio di applausi per Ambra Angiolini e Francesco Scianna, protagonisti giovedì sera alla Pandurera, assieme a Francesco Biscione, di “Tradimenti” del Premio Nobel Harold Pinter. Con la regia di Michele Placido, in scena sul palco centese l’attrice romana ha interpretato con grande intensità e passione Emma, moglie infedele, protagonista di un ménage à trois con l’impenetrabile marito Robert (Biscione) e l’amico di famiglia Jerry (Scianna). In un ordine cronologico inverso, storie d’amore, d’amicizia e di tradimenti che ripercorrono il decennio tra il 1977 e il ’68. Per Scianna il pubblico centese, che ha più volte applaudito le scene più coinvolgenti, ha «conquistato e colto perfettamente lo spirito dell’opera», mentre è Biscione a chiedere notizie sulla ricostruzione del teatro Borgatti: «Sul quel prezioso palco - dice - sono stato più volte».
A Cento penultima tappa del tour teatrale di “Tradimenti”, che riprenderà la prossima stagione, e un trionfo per Ambra Angiolini che, al termine dello spettacolo, si è fermata con il pubblico per autografi e selfie, e per uno scatto con lo staff della Fondazione Teatro Borgatti.
Ambra, quanto ha messo in gioco di te stessa per interpretare Emma? E cosa ha di lei?
«La scelta del personaggio da interpretare in teatro è un percorso molto complesso - ci ha risposto -; Emma in questo caso, ha per forza aspetti e tratti che mi appartengono, ma non solo. Va oltre. Del resto, il tentativo e la sfida al quale ogni attore viene messo di fronte in teatro è quello di esplorare nuovi orizzonti, interpretando ruoli e personaggi completamente diversi da sé, che non si farebbero mai o addirittura che non ti appartengono per nulla».
Protagonista in tv, poi al cinema, e ora anche in teatro, con la prosa..
«In realtà ho iniziato a calcare i teatri tanti anni fa, ma essendo un luogo più silenzioso, di cui si parla meno, non se ne sa molto in giro. Invece, è stata una delle prime esperienze che ho fatto subito dopo la televisione. Spettacoli più piccoli, che nessuno ha considerato. Primo spettacolo, un classico, “I Menecmi” di Plauto».
Il pubblico centese ha colto i tratti ironici dell’opera e ha applaudito, apprezzando le scene più intense...
«Ha risposto esattamente come ci aspettavamo di fronte a un testo complicato, ma che scorre e si lascia andare. Un pubblico abituato a ridere di sé e per molti versi ironico. È stato molto bello».
Beatrice Barberini
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