La Nuova Ferrara

Quando i solisti della Coe suonano il grande jazz

Quando i solisti della Coe suonano il grande jazz

Questa sera si esibiranno Guyot, Zetterqvist, Lester con Watkins Il contributo della “Chamber Orchestra of Europe” alla musica ferrarese

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In occasione della permanenza a Ferrara della Chamber Orchestra of Europe, questa sera alle 21.30 il clarinettista Roman Guyot, il violinista Mats Zetterqvist e il violoncellista Richard Lester saranno i protagonisti di un concerto da camera della serie OFF insieme al pianista Huw Watkins.

Un brano di Oliver Knussen, tra i più importanti compositori inglesi, apre la serata: Upon one note per pianoforte, clarinetto, violino e violoncello (2012) si ispira alle Fantasie scritte da Henry Purcell nel Diciasettesimo secolo, e prende il titolo dal do centrale, nota che risuona per tutta la composizione e che Knussen mantiene ferma mentre intorno cambia e distorce ritmi e altezze del suo modello. Segue una composizione di Bruno Mantovani, musicista polivalente, acclamato e affermato compositore, ma anche direttore d’orchestra, produttore di una trasmissione radiofonica settimanale su France musique e direttore del Conservatorio di Parigi: Bug per clarinetto solo (1999), lavoro altamente virtuosistico suonato per la prima volta nel 1999 dal suo dedicatario Philippe Soured, è una metafora musicale del disordine causato da un immaginario break-down di computer.

Con la Sonata per violino e violoncello in do maggiore di Maurice Ravel (1922) si entra in un mondo di dissonanze, dove la scarnificazione del suono è spinta all’estremo, il contrappunto diventa aspro, le melodie taglienti. A Ravel questa Sonata costò un anno e mezzo di lavoro, “quello — notava ironicamente l’autore — che Darius Milhaud avrebbe impiegato per scrivere 4 Sinfonie, 5 Quartetti e diversi Poemi lirici”.

Si prosegue con le ardite sperimentazioni dei Fünf Bruchstücke (Cinque Frammenti) per clarinetto e pianoforte (1997) di Jörg Widmann, una delle prime opere del clarinettista e compositore tedesco, brevi pagine dalla scrittura estremamente virtuosistica e interessante, ricche di intensità e forza creativa.Conclude il concerto Court studies from The Tempest (2005), direttamente tratto dall’opera lirica che l’inglese Thomas Adès – tra i più importanti compositori contemporanei, considerato l’erede di Benjamin Britten – ha scritto per il Covent Garden di Londra sul testo shakespeariano The Tempest. Il brano è una breve riflessione di carattere esclusivamente strumentale, che traspone nei gesti melodici l’estrema teatralità dell’opera originale. L’influenza ritmica di Stravinskij, le raffinate combinazioni ritmiche e gli sfolgoranti passaggi di virtuosismo per gli esecutori la rendono una pagina di ascolto estremamente gradevole e interessante.

Per ulteriori informazioni consultare i siti www.ferraramusica.it - www.jazzclubferrara.com. Infoline a partire dalle ore 15.30: tel. 339 7886261. Prenotazione cena al Torrione a partire dalle ore 15.30: tel. 333 5077059.

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