L’arte meno conosciuta di de Pisis
In mostra con ceramiche ed erbario realizzati in giovane età
La natura e le ceramiche come tasselli dello sviluppo personale e artistico di Filippo de Pisis. La mostra “Strappati dalla terra e ridonati al sole. Le ceramiche graffite e le pagine di erbario del giovane Filippo de Pisis”, inaugura oggi alle 17 a Palazzo Turchi di Bagno, in corso Ercole I d’Este 32 a Ferrara, ed è stata presentata ieri da Roberto Polastri, direttore generale Unife, Ursula Thun Hohenstein, docente scienze preistoriche e antropologiche di Unife e presidentessa Sistema museale di Ateneo, il vicesindaco Massimo Maisto, Pier Carlo Scaramagli, vicepresidente Fondazione Carife, e le curatrici Ada Patrizia Fiorillo, docente di Unife (per la parte artistica), Lucia Bonazzi (per le ceramiche), e Paola Roncarati (per gli erbari). Presente anche la responsabile dell’Erbario di Ferrara, Lisa Brancaloni.
Se la Thun ha sottolineato il «complesso percorso interiore» di de Pisis tra i 15 e i 20 anni, Maisto ha insistito su quanto ancora ci sia «da conoscere e da capire» sull’artista, ricordando anche le quattro tele esposte a Diamanti per la mostra su de Chirico, e quella in Castello insieme a Boldini. Scaramagli si è soffermato sul Cantico delle Creature miniato da de Pisis a 15 anni, ancora poco noto. Il progetto espositivo nasce dalla tesi di dottorato di Lucia Bonazzi e mostra poi la meticolosa passione dell’artista per la natura. (an.mu.)
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